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Cronache
I big delle slot fanno bingo: il doppio aiuto del governo

Il governo Letta sarà ricordato come il governo della ripresa o come quello delle slot-machine? Nella discussione parlamentare torna spesso il tema del gioco. Una piaga. Ma anche una voce che lo Stato utilizza per fare cassa. 

L'ultima trovata va oltre: è in discussione un provvedimento che penalizza gli enti anti-ludopatia e favorisce il gioco. Si tratta di un emendamento al cosidetto decreto Salva-Roma, firmato dal Nuovo centro destra ma supportato anche dai voti del Pd. Ecco il testo: "In coerenza con il principio di perequazione ed equilibrio finanziari tra livelli di governo, ed in attuazione dello stesso, qualora interventi legislativi regionali ovvero regolamentari di autonomia degli enti territoriali, aventi ad oggetto misure in materia di giochi pubblici riservati allo Stato non coerenti con l'assetto regolatorio statale di settore, determinino nel corso di un esercizio finanziario minori entrate erariali, anche di natura non tributaria, ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall'esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali a favore delle regioni ovvero degli enti locali che hanno deliberato tali interventi in misura corrispondente all'entità delle predette minori entrate ovvero maggiori spese".

La modifica prevede che lo Stato debba essere l'unico a occuparsi di gioco. Chiunque decida di agire in proprio rischia di vedere decurtati i trasferimenti statali qualora le disposizioni riducano il gettito erariale. In sostanza: la Regione vara incentivi anti-slot ma così facendo incassa meno? Peggio per lei. Riceverà ancora meno soldi dallo Stato. 

In attesa che il governo facesse qualcosa, si sono già mosse alcune Regioni. La Lombardia, ad esempio, ha varato una norma che aumenta l'Irap per i locali che hanno le slot. Vuoi guadagnare di più? Paghi in proporzione al fatturato. E proprio il governatore lombardo Maroni ha definito il provvedimento una "vergogna", chiamando in causa il neo segretario dei Democratici: "Il nuovo corso di Renzi: favorire il gioco d'azzardo e bastonare le Regioni che lo contrastano. La potente e ricchissima lobby delle slot e del gioco d'azzardo ha colpito ancora". Ma in realtà anche Renzi spara sul provvedimento: "E' una porcata inspiegabile, il Pd deve rimediare".

Non è stato l'unico provvedimento pro-slot. Per coprire la prima rata Imu, il governo aveva varato un condono sui gestori. Letta accettava di incassare soldi subito in cambio di uno sconto del 75% su una multa di 2,5 miliardi per importi sottratti al fisco. Nei programmi, sarebbero dovuti arrivare circa 600 milioni. Ne sono arrivati 290. Le casse dello Stato sono rimaste vuote. I gestori di slot hanno risparmiato poco meno di 2,2 miliardi.

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