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Cronache

Il Ministero riformuli il piano di riorganizzazione degli Uffici giudiziari periferici che se attuato provocherà in Lombardia la soppressione di 3 Tribunali, 18 sezioni distaccate e 45 uffici dei giudici di Pace. A chiederlo è il Consiglio regionale che oggi ha approvato con 58 favorevoli, 7 contrari e 10 astenuti con votazione segreta con la quale “si invita il Presidente della Giunta ad intervenire presso il Ministero della Giustizia, il Consiglio superiore della magistratura e ogni altra sede idonea affinché venga riformulato il provvedimento di revisione della geografia giudiziaria” con una mozione che come primo firmatario porta la firma del Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) .

“Il Consiglio di Stato nei giorni scorsi – dice Cecchetti - con un’ordinanza cautelare, su ricorso dei sindaci e di un gruppo di avvocati, ha sospeso, in attesa di una sentenza di merito, la soppressione delle sedi distaccate dei tribunali di Legnano, Rho e Cassano d’Adda. Speriamo adesso che la questione venga affrontata nella sua vera sostanza: non si possono lasciare senza tribunali zone densamente popolate e caratterizzate da un forte tessuto economico produttivo come quelle lombarde”.

La riorganizzazione della Giustizia in Lombardia, come è noto, prevede la soppressione di 3 tribunali (Crema, Voghera e Vigevano), 18 sezioni distaccate (Morbegno, Cantù, Erba, Menaggio, Luino, Gallarate, Saronno, Clusone, Grumello del Monte, Treviglio, Desio, Cassano d’Adda, Rho, Legnano, Breno, Salò, Abbiategrasso e Castiglione delle Stiviere) e 45 uffici del giudice di Pace ((Alemanno San Salvatore, Clusone, Lovere, Treviglio, Zogno, Breno, Chiari, Gardone val Trompia, Iseo, Lonato, Montichiari, Orzinuovi, Rovato,Salò, Verolanuova, Casalmaggiore, Soresina, Asola, Bozzolo, Castiglione delle Stiviere, Gonzaga, Revere, Viadana, Gallarate, Saronno, Cantù, Erba, Menaggio, Bellano, Missaglia, Codogno, Cassano d’Adda, Legnano, Desio, Corteolona, Chiavenna, Morbegno,Tirano, Gavirate, Luino, Abbiategrasso, Mede, Mortara, Casteggio, Stradella). “Al di là della sentenza di merito che emetterà il Consiglio di Stato - ha sottolineato ancora Cecchetti – adesso c’è la speranza che a Roma sia i partiti che le forze di governo riaprano il dossier sulla giustizia. Tagliare per tagliare senza nessun criterio non porta da nessuna parte. Il numero di casi che finiscono ogni anno all’attenzione dei tribunali sono la prova che quelle sezioni distaccate non sono inutili. Inoltre il trasferimento delle udienze provocherebbe ulteriori rallentamenti e non pochi disagi per i cittadini. La Lombardia merita più attenzioni da parte del governo centrale”.

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