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Cronache
Stato-mafia, arriva (gratis) il libro "L'ultimo rifugio di Riina"

In questi giorni si parla tanto e allora parte il conto alla rovescia per un libro che si preannuncia esplosivo. Si tratta de "L'ultimo rifugio di Riina", un lavoro che da martedì 14 ottobre sarà scaricabile gratuitamente sul sito Sostenitori.info, che ha curato il libro insieme a Censurati.it.

ECCO COME SOSTENITORI.INFO E CENSURATI.IT PRESENTANO IL LIBRO "L'ULTIMO RIFUGIO DI RIINA"

Sostenitori.info e Censurati.it si sono uniti per pubblicare un libro che va contro corrente riguardo la trattativa Stato-Mafia. Titolo: L’ultimo rifugio di Riina. Controcorrente perchè innanzitutto è gratuito. Non amiamo lucrare e speculare sulla pelle delle persone e su argomenti delicati come la Mafia. Soprattutto, diversamente da come altri giornalisti sono abituati, con questo libro abbiamo cercato di dare un taglio tecnico e non opinionistico. Tutti parlano di atti processuali, nessuno li legge. E qui vi sono riproposti e spiegati. L’antimafia per anni è stata la gallina dalle uova d’oro per fare business. Qui, sulla trattativa, verranno svelati segreti che non era comodo svelare (perchè impopolari e, si sa, il popolo italiano ama sbattere il mostro in prima pagina, prima ancora di sapere se si tratti davvero di un mostro).

Un libro quindi, non scritto di pancia, con le emozioni e con la volontà di attirare popolarità e consensi (anche elettorali, in alcuni casi). Al contrario! Sicuramente non piacerà a tanti, non piacerà ai giustizialisti e ai forcaioli, sicuramente non piacerà ai travaglio-boys et similia. Ma il fatto è, cari lettori, che una notizia non si da per piacere alla gente. Una notizia si da quando è vera. Che piaccia o no. Gli embedded dell’antimafia certificati ISO non divulgano informazioni che ai lettori non piacciono. Non conviene. E’ per questo che abbiamo deciso di farlo noi. Un libro fatto da un autore di cui non sentirete mai parlare. Perchè potrebbe essere chiunque.

L’obiettivo non è render noto chi ci rivela tutto ciò che non è mai stato detto, l’obiettivo non è la celebrità, né il successo. L’obiettivo è la verità e lo spirito di giustizia. Vulgate, dicerìe, ritornelli mediatici, tutto viene sgretolato da un percorso logico che anche per i non addetti ai lavori è difficile non capire. Da tutto questo logico e lineare percorso deduttivo, le più radicate convinzioni possono trasformarsi in dubbi: il non perquisire è stata davvero una scelta inopinata, oppure una scelta logica e razionale? Caselli e i procuratori, sono stati davvero “ingannati” dal ROS oppure erano consapevoli, il 15 gennaio, del corso che avrebbero assunto comunque le indagini non perquisendo? La prevista osservazione di via Bernini nei giorni successivi all’arresto del boss, poteva davvero servire, in sùrroga alla perquisizione, a mantenere in salvo eventuali prove e documenti cui si era rinunciato non perquisendo?

E sarà proprio vero che detta osservazione è stata interrotta senza ragione, oppure c’erano validi motivi per sospenderla? I lavori di pulizia e ritinteggiatura avvenuti nella villa nei giorni dopo l’arresto, erano prevedibili o meno, da parte degli inquirenti? A quale scopo sono stati effettuati dai complici di Riina? E gli inquirenti avrebbero dovuto intervenire per fermarli? E se quei lavori fossero stati portati a termine a regola d’arte, la villa si sarebbe potuta poi comunque individuare, sulla base degli elementi in possesso, o sarebbe rimasta irrintracciabile? Quando 15 giorni dopo l’arresto Caselli (conferendo con Mori) seppe che il furgone della sorveglianza non stava stazionando in Via Bernini, come reagì veramente? Ordinò il suo ripristino, oppure ordinò di perquisire immediatamente? Oppure nessuno dei due? E per quale vera ragione dopo tre giorni si perquisì la villa? Ma soprattutto, il dubbio finale: c’erano poi davvero documenti importanti in quella villa? E se c’erano, quei documenti, portando avanti la perquisizione già disposta dai magistrati nel pomeriggio del 15 gennaio, c’era la certezza di poterli assicurare alla giustizia, oppure potevano esserci fondati timori che la perquisizione non avrebbe prodotto risultati rilevanti?

Ma soprattutto: se Riina davvero doveva essere consegnato per una trattativa Stato Mafia, perchè usare Ultimo, invece che consegnare il boss a un normalissimo carabiniere della territoriale? Domande finora senza risposta. Ma dopo questo libro le idee di tutti saranno più chiare. Le risposte le danno i documenti che nessuno ha interesse a farvi leggere

Massimo Martini (www.sostenitori.info)

Antonella Serafini (www.censurati.it)

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