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Stato-mafia, gli estremi si toccano. Colle, rischio Riina in videoconferenza

Stato-mafia, gli estremi si toccano. Colle, rischio Riina in videoconferenza
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LO SCENARIO/ La massima istituzione dello Stato e il peggiore dei criminali. Che cosa dovrebbero avere in comune in una situazione normale? Assolutamente nulla. Invece in Italia va a finire che ogni tanto gli estremi si toccano. E così si rischia che mentre Giorgio Napolitano renderà la sua testimonianza al processo Stato-mafia Totò Riina sia collegato in videoconferenza per ascoltare le sue parole. E’ un suo diritto in quanto imputato nello stesso procedimento. Anche Mori e Mancino potrebbero salire sul Colle. Il pm Di Matteo chiede di fissare urgentemente la data. Ecco che cosa accadrà…

La massima istituzione dello Stato e il peggiore dei criminali. Che cosa dovrebbero avere in comune in una situazione normale? Assolutamente nulla. Invece in Italia va a finire che ogni tanto gli estremi si toccano. E così si rischia che mentre Giorgio Napolitano renderà la sua testimonianza al processo Stato-mafia Totò Riina possa essere collegato in videoconferenza per ascoltare le parole del Presidente della Repubblica. E’ un suo diritto in quanto imputato nello stesso procedimento. Anche Mori e Mancino potrebbero salire sul Colle. E il pm Di Matteo chiede di fissare urgentemente la data.  

Giorgio Napolitano non ha di sicuro preso bene la decisione della Corte d’Assise di Palermo di includerlo tra i testimoni del processo più contestato degli ultimi anni, quello sulla trattativa Stato mafia. Un processo che mette alla sbarra insieme boss, politici e uomini delle istituzioni. E che ora va a toccare un altro estremo impensato, senza precedenti. Già, perché a norma di legge si rischia che il Presidente della Repubblica possa rendere la sua testimonianza alla presenza, anche se solo in videoconferenza, del “capo dei capi”.

Totò Riina, infatti, è imputato nello stesso processo in cui il Capo dello Stato è chiamato a testimoniare. E, come prevede l’articolo 502 del codice di procedura penale, l’imputato può richiedere di ascoltare le testimonianze rese nell’ambito dello stesso procedimento. Per ora la richiesta non è stata avanzata dai legali di Riina ma se dovessero farlo allora la Corte dovrebbe accoglierla. Ovviamente il boss non potrebbe lasciare il carcere di Opera, dove è detenuto in regime di 41bis, ma potrebbe perà essere collegato in videoconferenza con la stanza del Quirinale dove si terrà l’audizione di Napolitano. Stanza nella quale potrebbero esserci anche gli altri imputati, tra cui il generale Mori e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino.

Nel frattempo il pm di Palermo Nino Di Matteo ha chiesto di fissare la data dell’audizione in tempi brevi. Una data che comunque non arriverà presumibilmente prima di metà ottobre. In attesa di sapere se gli estremi del nostro Paese si toccheranno per davvero.