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Cronache
fabbrica cinese

Schiavi moderni. Costretti a lavorare per giornate intere. Senza neppure essere pagati. E ogni tanto succede che qualcuno paghi con la vita. Stavolta è toccato a Tan Jiehong, un ragazzo cinese di 16 anni, morto per il troppo lavoro. Il giovane, studente in un college, stava svolgendo uno stage presso un'azienda della zona. "Lo facevano lavorare anche 15 ore al giorno", denuncia il padre. "Quel giorno mio figlio non si sentiva bene ma lo hanno comunque costretto a lavorare per 13 ore consecutive. E la sera, tornato a casa, è morto".

Sembra che la scuola abbia forzato il ragazzo a fare quella esperienza lavorativa, poi dimostratasi più pesante del previsto, dietro minaccia di non poter altrimenti consegnare il diploma finale. Il preside della scuola ha finora rifiutato di commentare l'accaduto mentre un impiegato dell'istituto ha detto che la scuola non può ritenersi responsabile di quello che probabilmente è stato solo un incidente. La scuola ha fatto sapere che il lavoro per un periodo presso un'azienda fa parte del percorso formativo del periodo pre-diploma ed è normalmente previsto per tutti gli studenti.

La famiglia del ragazzo morto nei giorni scorsi si è riunita fuori i cancelli dell'istituto effettuando una protesta e chiedendo una somma di 1 milione di yuan (oltre 100.000 euro) a titolo di risarcimento danni. Il padre del ragazzo ha però negato di aver mai chiesto soldi alla scuola. Di sicuro c'è che Tan non c'è più.

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