Prima i ricercatori riescono a dare vita ad un particolare superfarmaco che garantisce di curare in modo definitivo fino al 90% dei casi di epatite c; l’Aifa (Associazione italiana del farmaco) riesce a strappare un prezzo “di favore” all’azienda produttrice; il Ministero della Salute si accorge tuttavia di non possedere risorse necessarie a rendere il farmaco in questione disponibile per tutti casi di epatite c; la vicenda rimane in sospeso mentre il governo cerca fondi.
Ora è finalmente stata scritta la parola fine grazie all’annuncio di Janssen che ha stanziato un investimento pari a 80 milioni di euro per produrre il Simeprevir in Italia e renderlo dunque accessibile in termini di costi a (quasi) tutti i pazienti in attesa di una cura definitiva.
Il farmaco verrà prodotto all’interno del Polo di Latina a partire dal 2016 fino al 2021 e la molecola prodotta da Janssen (che differisce leggermente dall’originale) avrà le sembianze di una comune compressa da assumere per via orale in grado, a seguito di un lungo periodo di trattamento, di porsi come rimedio efficace e permanente per la risoluzione dell’epatite c.
Premesso che fino ad oggi la patologia in questione è sempre stata annoverata tra le malattie dalla difficile soluzione, la possibilità di riuscire a giungere ad una cura mediante l’assunzione di un semplice farmaco potrebbe comportare nel lungo termine un ingente risparmio in termini di risorse pubbliche destinate al versante sanitario, dal momento che la malattia comporta una lungodegenza e frequenti cure a carico dello Stato.
Salutando con gaudio l’annuncio di Janssen, non resta dunque che augurarci che la parola “Fine” scritta a grandi (e care) lettere su una delle epidemie sanitarie peggiori del secolo in corso, possa essere realmente definitiva e che ulteriori colpi di scena rimangano confinati all’abito delle telenovele.
Superfarmaco sconfigge l’Epatite C, superfarmaco
