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Cronache

 

Ministri Nunzia De Girolamo

“Premessa la condivisione di tutte le campagne e le iniziative politiche e legislative che mirano a tutelare la salute dei cittadini, come Ministro delle politiche agricole non posso non manifestare la mia preoccupazione per la tenuta della coltura del tabacco e dell’importantissimo indotto che questa tradizionale coltivazione produce nei territori italiani. Un’eventuale scomparsa della coltura del tabacco in Italia non comporterebbe ovviamente la fine del tabagismo nel nostro Paese”. Queste le parole del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo sulla filiera del tabacco in Italia.

“Semplicemente importeremo la materia prima o il prodotto finito da Paesi terzi che non hanno gli standard qualitativi di tracciabilità dei prodotti italiani. Anche dal punto di vista fitosanitario la situazione peggiorerebbe notevolmente, in quanto in questi Paesi i sistemi di controllo non sono minimamente paragonabili agli standard europei”.

“Per questo motivo – conclude il Ministro – fino a quando esisterà un mercato dei prodotti derivati dal tabacco e ci sarà libertà di scelta nel consumo, l’Italia dovrà avere il diritto di poter continuare a produrre, con la qualità che ci contraddistingue anche in questo settore. Le coltivazioni tabacchi cole in Italia, tra l’altro, spesso sono collocate geograficamente in zone marginali, dove non ci sono alternative né per la produzione agricola, né per l’occupazione. L’intera filiera dà lavoro a 190.000 persone, e quindi a 190.000 famiglie. Non è pensabile, tanto più in un momento di crisi come questo, colpire un segmento così importante del nostro sistema agricolo”.

LA PARTITA EUROPEA SUL TABACCO
Venerdì 21 giugno il Consiglio Salute dell’Unione Europea ha raggiunto a Lussemburgo l’accordo di ridurre l’area dei pacchetti di sigarette coperta da immagini terrificanti
, dal 75%, originariamente previsto, al 65%. Il negoziato - in cui "l’Italia ha giocato un ruolo da protagonista" come ha dichiarato il nostro ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin - segna, certamente, un passo avanti, ma non basta a dissipare i dubbi sui rischi economici e sociali che potrebbe generare l’adozione della direttiva sul tabacco, al momento in discussione presso diverse Commissioni del Parlamento europeo con ultima votazione l’11 luglio a Bruxelles. Direttiva che, oltre alla vendita obbligatoria di pacchetti con foto shock e avvertenze sanitarie allarmanti, imporrebbe anche il divieto di commercializzare formati da 10, sigarette slim, al mentolo o aromatizzate e considererebbe le E-cig, seppure con un minimo contenuto di nicotina, come dei medicinali e, in quanto tali, disponibili soltanto presso le farmacie. La direttiva sarà poi votata, quasi sicuramente in ottobre, dal Parlamento Europeo riunito in Assemblea Plenaria. In caso di voto favorevole da parte del Consiglio dell’Unione Europea che rappresenta tutti i governi degli stati membri, l’Europa avrà soltanto qualche mese per adeguarsi alle nuove norme e applicarle. Una deriva «proibizionista e controproducente» che il comitato indipendente per la difesa delle libertà individuali, Save the Choice, sta contrastando attraverso una massiccia raccolta firme sul sito www.savethechoice.it e sui social media, Facebook, Twitter e Google Plus, con le richieste di votare “no”, inviate direttamente ai parlamentari europei. Una petizione online che dal web si è spostata sulle piazze e sulle strade, da Milano a Napoli, passando per Bologna, Roma e prossimamente in nuove città, per mostrare in anteprima alla gente i nuovi pacchetti scioccanti concepiti da Bruxelles, con la raccolta di adesioni via tablet e il coinvolgimento di personaggi di spicco del nostro panorama sociale ed economico. Sul sito di Save the Choice- comitato attivo in varie iniziative di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza, tra cui la campagna per l’agenda digitale- cresce intanto, di giorno in giorno, il numero dei sottoscrittori. "Premessa la condivisione di tutte le campagne e le iniziative politiche e legislative che mirano a tutelare la salute dei cittadini, non posso non manifestare la mia preoccupazione per la tenuta della coltura del tabacco e dell’importantissimo indotto che questa tradizionale coltivazione produce nei territori italiani» ha dichiarato a Save the Choice il Ministro delle Politiche agricole e forestali, Nunzia De Girolamo. "L’intera filiera dà lavoro a 190.000 persone, e quindi a 190.000 famiglie. Non è pensabile, tanto più in un momento di crisi come questo, colpire un segmento così importante del nostro sistema agricolo".

"Da Bruxelles arriva l’ennesima dimostrazione di una pericolosa china paternalistica - afferma Annalisa Chirico, portavoce di Save the Choice – Noi diciamo no allo Stato balia. La direttiva sul tabacco avrà il solo effetto di accrescere il mercato illegale. Vogliamo informazione, non provvedimenti ‘spargiterrore’". Quella di Save the Choice è soprattutto una battaglia in difesa dell’individuo e dell’impresa, perché se oggi tocca al tabacco domani a quali altri prodotti potrebbe toccare? Save the Choice è un comitato indipendente e trasversale agli schieramenti politici che nasce dall’incontro di persone che, pur con esperienze e competenze differenti, hanno in comune la passione per l’Europa e le libertà individuali. E’ attivo in campagne di informazione e di sensibilizzazione- da ultime quella sull’agenda digitale e la direttiva europea sui prodotti del tabacco- e promuove petizioni su temi specifici che sono aperte all’adesione singola, indipendentemente dal sostegno al comitato. La filosofia di Save the Choice si basa sull’assunto che il compito delle istituzioni non sia quello di fare da balia ai cittadini, ma garantire le informazioni e i controlli necessari per poter esercitare la libertà di scelta. Sempre con la massima tutela delle diversità e i diritti di tutti, sia delle minoranze che delle maggioranze. Save the Choice vuole essere un punto di informazione, discussione e azione, a partire dalla libertà di scelta, dal momento che la decisione su cosa produrre, acquistare e consumare concerne la sfera personale di ciascuno di noi, così come l’accesso alle professioni e ai servizi, la tutela della privacy e delle informazioni che riguardano tutti noi. Il comitato conta, tra i suoi sostenitori, le fondazioni Magna Carta, Italianieuropei, Formiche e l’adesione di numerose istituzioni liberali. I suoi fondatori sono Salvatore Bruno, Segretario Generale della Federazione Italiana Cuochi, Annalisa Chirico (portavoce comitato) curatrice del blog “Politicamente scorretta” su Panorama.it, Antonio Dalle Rive, alla guida dell’agenzia di comunicazione Anyway, Alberto Gambescia, direttore della Fondazione Mezzogiorno Europa e membro dell’Advisory Board della Fondazione Italianieuropei, Flavia Giacobbe, giornalista professionista e direttore responsabile della rivista Formiche, Francesca Traldi, responsabile Relazioni istituzionali ed Internazionali presso la Fondazione Magna Carta.

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