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Cronache

Il potere dei colossi di Internet "non può più essere ignorato, così come non sono più accettabili le asimmetrie normative rispetto alle imprese europee che producono contenuti o veicolano servizi". Il Garante della privacy Antonello Soro, nella sua prima Relazione annuale al Parlamento punta il dito contro gli operatori over the top (come Google, Facebook, Amazon). "No al modello Usa, Ue difenda la riservatezza dei cittadini". E annuncia nuove misure per le intercettazioni.  Sono una "risorsa investigativa fondamentale, insostituibile, che andrebbe gestita con molta cautela: per evitare fughe di notizie - che, oltre a danneggiare le indagini, rischiano di violare la dignità degli interessati - e per evitare quel giornalismo di trascrizione che finisce, oltretutto, per far scadere la qualità dell'informazione".

La relazione

La protezione dei dati personali "rappresenta non solo un fattore di promozione della persona, ma un elemento costitutivo della cittadinanza in questi tempi di vorticoso cambiamento". E' quanto sottolinea il presidente dell'Autorita' garante dei dati personali, Antonello Soro, nella relazione sull'attivita' svolta nel 2012. "In questi anni - premette Soro - il diritto alla protezione dei dati ha rivelato straordinarie potenzialita' quale strumento di liberta' ed eguaglianza contro vecchie e nuove forme di stigmatizzazione sociale o di controllo autoritario: precondizione per potersi liberamente manifestare agli altri, nel rispetto della propria identita'".

"E' una stagione di sfiducia diffusa - ricorda Soro - non solo nei confronti delle istituzioni ma nello stesso valore dei diritti, spesso percepiti come sacrificabili rispetto alle diverse emergenze generate dalla crisi economica e sociale. Per evitare questa deriva, penso che sia giusto riaffermare il primato dei diritti, nel solco dell'impostazione personalista su cui si fonda la Costituzione: e' infatti solo partendo da questo riferimento che diventa possibile coltivare l'ambizione di ricomporre le crescenti fratture sociali attorno a una nuova idea di cittadinanza". "In questa prospettiva - spiega il presidente dell'Authority - nel tempo della societa' digitale, la protezione dei dati ha acquisito e deve acquisire ogni giorno di piu' un ruolo centrale abbracciando la persona nella sua interezza, comprensiva della dimensione individuale e relazionale".

Cinquecentosettantotto violazioni amministrative contestate, 56 violazioni segnalate all'autorita' giudiziaria, sanzioni amministrative riscosse per circa 3 milioni 800 mila euro. Sono alcuni dei numeri dell'attivita' svolta nel 2012 dall'Autorita' Garante per la protezione dei dati personali, condensati nella Relazione annuale presentata oggi. Una parte consistente delle violazioni amministrative (20 in piu' dell'anno precedente) ha riguardato il mancato rispetto delle norme in materia di telemarketing, la conservazione eccessiva dei dati di traffico telefonico e telematico, la mancata adozione di misure di sicurezza, l'omessa o mancata notificazione al Garante, l'inosservanza dei provvedimenti dell'Autorita'.

Sempre nel 2012 sono stati adottati oltre 460 provvedimenti collegiali. L'Autorita' ha fornito riscontro a 4.183 tra quesiti, reclami e segnalazioni con riferimento a telefonia, credito, centrali rischi, videosorveglianza, rapporti di lavoro, giornalismo. Sono stati decisi 233 ricorsi, inerenti soprattutto banche e societa' finanziarie, datori di lavoro pubblici e privati, attivita' di marketing, compagnie di assicurazione, operatori telefonici e telematici. I pareri resi dal Collegio al governo sono stati 23 ed hanno riguardato, in particolare, l'informatizzazione delle banche dati della P.a., l'attivita' di polizia e sicurezza nazionale, la solidarieta' sociale. Sono state effettuate 395 ispezioni, che hanno riguardato diversi settori: il telemarketing, l'uso dei sistemi di localizzazione (gps) nell'ambito del rapporto di lavoro, i nuovi strumenti di pagamento gestiti dalle compagnie telefoniche (mobile payment), il credito al consumo e le "centrali rischi", le banche dati del fisco, l'attivita' di profilazione dei clienti da parte delle aziende. Aumentata rispetto al 2011 l'attivita' di relazione con il pubblico: si e' dato riscontro a circa 35mila quesiti, riguardanti, in particolare, le problematiche legate al telemarketing, al web, alla pubblicazione di documenti da parte della P.a., alla videosorveglianza, al rapporto di lavoro.

Nella Relazione sul sedicesimo anno di attivita', l'Autorita' Garante per la protezione dei dati personali, composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici e Licia Califano, traccia il bilancio del lavoro svolto con tutta una serie di interventi inerenti la trasparenza della P.a. on line e le garanzie da assicurare ai cittadini; il fisco e la tutela delle riservatezza dei contribuenti; i social network e i problemi posti dal cyberbullismo; gli smartphone, i tablet e i sistemi di "cloud computing"; la tutela dei minori nel mondo dell'informazione; il telemarketing invasivo; i diritti dei consumatori; il rapporto di lavoro; le semplificazioni per le imprese; la sanita' elettronica; il mondo della scuola; la propaganda elettorale; le intercettazioni; i dati di traffico telefonico e telematico; l'uso dei dati biometrici; la ricerca medico-scientifica. Grande attenzione e' stata dedicata al mondo della rete web: tra l'altro, il Garante ha adottato Linee guida per il corretto trattamento dei dati per blog, forum, social network e siti che si occupano di salute; ha aperto un procedimento nei confronti di Google per la gestione opaca relativa alle nuove regole privacy adottate; ha avviato e concluso una consultazione per regolare l'uso dei cookie da parte dei siti visitati dagli utenti; e' intervenuto per garantire maggiore trasparenza agli utenti dei servizi di messaggistica, anche vocale. Ulteriormente rafforzato anche il diritto delle persone interessate a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line.

"Nell'epoca della connessione continua si diffonde il mito della trasparenza assoluta che elimina ogni opacita'. Internet dilata la richiesta e la pretesa di essere informati, in nome del principio per cui nulla dovrebbe sfuggire alla comunita'". E' quanto sottolinea nella sua relazione il Garante della privacy, Antonello Soro, evidenziando come "non necessariamente trasparenza totale significa verita' e la riservatezza non e' sempre invocata per nascondere qualcosa in modo deprecabile: essa e' comunque requisito fondamentale nella politica come nel privato".

"Questo non toglie - aggiunge Soro - che chi ricopre cariche pubbliche, in particolare se elettive, non potra' esigere la stessa tutela del cittadino comune, almeno rispetto a tutte quelle informazioni funzionali al sindacato (anche diffuso) sull'esercizio del mandato". "Le nuove tecnologie - osserva il Garante - ci hanno in parte liberato dalla tirannia dello spazio e del tempo, ma impongono anche nuove servitu': per questo ritenerle un propagatore naturale di democrazia puo' essere riduttivo, fuorviante e a volte persino pericoloso".

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