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Cronache
Terremoto, soldi facili? "Non ci hanno dato nulla: siamo rovinati"

L'INCHIESTA DI AFFARI

Che Fortuna aver preso “i 5000 euro del terremoto”. Leggi l’inchiesta sui 24 milioni dati a pioggia dalla Regione Marche senza chiedere prove dei danni ai lavoratori autonomi che facevano domanda.

Terremoto, fondi anche ai politici. Ecco chi ha preso i soldi. I nomi

Spett direttore di Affaritaliani.it, in relazione all'articolo sui soldi erogati a pioggia per il sisma, vi informiamo di quanto segue:
 
Il sottoscritto con la propria moglie ha una piccola attività di produzioni televisive aperta nel mese di marzo scorso, per le continue pressioni  dell'ordine giornalisti Marche con denunce al sottoscritto Maurizio Bargiacchi che ha sempre esercitato l'attività di conduttore, regista cedendo ad Rtm canale 18 digitale terrestre le proprie immagini spesso scomode per la politica regionale sia di destra che di sinistra e di centro, nonostante la responsabilità soggettiva sarebbe dovuta essere del direttore responsabile di Rtm, ha dovuto anche iscriversi come testata giornalistica con propria direttrice responsabile, attualmente la dottoressa Lucia Mosca.

La nostra redazione per motivi di costi è sempre stata a casa nostra, cioè nel comune di Roccafluvione, provincia di Ascoli Piceno, ma a marzo del 2016 avendo avuto in  primo rimborso economico per un danno di malasanità arrecato alla nostra figlia Bargiacchi Evelin, che ha sempre collaborato con noi nell'ambito dell'editing e riprese video, abbiamo deciso di investire quasi tutto il piccolo capitale nella nuova attività anche per dare un lavoro stabile a nostra figlia  e abbiamo preso in affitto un ufficio in un noto palazzo storico  di Ascoli Piceno.

L’attivita di produzioni televisive è stata iscritta anche CNA come artigiani e alla camera di commercio di Ascoli Piceno, L'iscrizione avrebbe dovuto però mantenere come sede locale anche l'ufficio di casa nostra  a Roccafluvione in quanto attrezzato e comodo per il nostro lavoro.
Purtroppo per uno sbaglio, anche ammesso dallo stesso CNA, è stata iscritta solo la sede di Ascoli Piceno, nonostante telecamere ed attrezzature e parte del nostro lavoro sarebbero  comunque state svolte nella sede casalinga.
 
Quando le cose iniziavano ad andare bene, purtroppo il sisma del 24 agosto, fino ad gennaio del 2017 quando siamo rimasti isolati anche dalla neve, ci ha massacrati economicamente, abbiamo anche dovuto lasciare la sede ad Ascoli che abbiamo utilizzato per depositare per diverso tempo materiale e prodotti di ogni genere per  i terremotati e consegnando a nostre spese con ben 2 camion aila protezione civile nel campo di arquata del Tronto,  tutto questo senza prendere un soldo da nessuno, siamo stati anche la tv del cratere con numerosi servizi spesso però molto scomodi per chi come la Regione Marche e la protezione civile organizzava i soccorsi ed in seguito la ricostruzione.

Per arrivare al nocciolo della questione, essendo una piccola azienda che si finanzia solo con la pubblicità, non abbiamo ricevuto un cent di soldi pubblici, ed essendo addirittura dovuti andare in albergo con tutto il nucleo familiare e l'attrezzatura, trasferendoci poi  in altra abitazione a nostre spese, in quanto rimasti in attesa fino a qualche giorno  fa di una nuova verifica di agibilità della nostra abitazione che non è nemmeno di proprietà, siamo rimasti letteralmente senza un centesimo.

La nostra famiglia ha anche addirittura chiesto aiuti economici ai servizi sociali,  che ci hanno informato di questa possibilità dei 5.000 euro, ma la Cna  interpellata per le modalità, ci ha spiegato che doveva essere documentato un’effettivo danno o una dichiarazione di autocertificazione, altrimenti senza questa documentazione per il comune di Ascoli  non sarebbe stato possibile ottenere nulla, perché pur essendo nel cratere c'erano questi paletti da rispettare. E qui secondo noi sta l’assurdità di tutto il decreto.

Abbiamo anche interpellato la Regione, che non ci ha mai fornito spiegazioni né in quanto operatori dell’informazione né in quanto comuni cittadini,  Il fatto paradossale è che noi avremmo avuto diritto ai 5000 euro ma da operatori dell’informazione non siamo nemmeno mai stati informati, abbiamo sempre operato su Roccafluvione, comune dove le partite iva residenti non dovevano documentare nulla, ma ufficialmente per uno sbaglio del Cna  avevamo la sede ad Ascoli Piceno e abbiamo pensato quindi che ci potevano essere problemi e non abbiamo richiesto nulla,

La cosa ci è sembrata assurda e lo abbiamo anche fatto notare alla Regione, volevamo anche intervistare la signora Bravi che non si è mai fatta trovare. Alla fine abbiamo rinunciato e probabilmente visto che quei soldi erano ossigeno ma non li abbiamo potuti prendere, chiuderemo sicuramente la nostra attività. Perché quelli come noi che raccontano tutti i giorni  storie vere poi alla fine non sono  aiutati da nessuno

Maurizio e Janka Bargiacchi

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