Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle 2.40 del 2 settembre tra Toscana ed Emilia-Romagna. L’epicentro è stato localizzato vicino a Coreglia Antelminelli, in provincia di Lucca. Al momento non risultano danni a persone o cose.
Terremoto Toscana-Emilia Romagna: dove è stato localizzato l’epicentro
La terra ha tremato nella notte sull’Appennino tra Lucca e Modena. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la scossa è avvenuta alle 00.40 UTC, le 2.40 in Italia, con magnitudo locale 3.2 e una profondità di circa 9 chilometri.
L’epicentro è stato individuato nel territorio di Coreglia Antelminelli, in provincia di Lucca, vicino al confine con l’Emilia-Romagna. Il Resto del Carlino indica una distanza di circa 7 chilometri da Coreglia e di 10 chilometri da Fiumalbo, nel Modenese. Tra i centri più vicini figurano anche Pievepelago, a circa 11 chilometri, Riolunato a 15, Montecreto a 19 e Frassinoro a circa 20 chilometri.
La posizione dell’epicentro spiega perché la scossa sia stata percepita su entrambi i versanti dell’Appennino. Le segnalazioni sono arrivate soprattutto dalle province di Lucca e Modena, senza conseguenze rilevanti riportate nelle prime ore successive al sisma.
Terremoto Toscana-Emilia Romagna: cosa sappiamo sui danni
Non risultano feriti né danni a edifici o infrastrutture. Le prime verifiche effettuate dopo il terremoto non hanno fatto emergere criticità, secondo quanto riportato dalle fonti locali sulla base dei dati INGV.
Una magnitudo 3.2 può essere percepita distintamente dalla popolazione, soprattutto vicino all’epicentro e durante la notte, quando rumori e vibrazioni risultano più evidenti. La capacità di produrre danni dipende però da numerosi fattori, tra cui profondità, distanza dall’epicentro, caratteristiche del terreno e vulnerabilità degli edifici.
Il dato da osservare riguarda anche quanto accaduto pochi giorni prima. L’archivio dell’INGV registra infatti un altro terremoto di magnitudo 3.2 nella zona di Coreglia Antelminelli alle 15.06 italiane del 28 agosto. Anche quella scossa aveva avuto un ipocentro a circa 9 chilometri di profondità.
La coincidenza geografica e di magnitudo viene registrata dai sistemi di monitoraggio, ma non consente da sola di prevedere l’eventuale evoluzione dell’attività sismica. L’INGV continua a rilevare in tempo reale i terremoti nell’area.


