In occasione del 19esimo compleanno di Affaritaliani.it, il primo quotidiano online ha sondato l’opinione dei romani e dei milanesi attraverso una tre giorni di interviste nelle principali piazze delle due citta sui temi chiave del momento. Tesoretto? Per i milanesi va usato per aiutare i giovani senza lavoro, mentre i romani pensano alle infrastrutture. Tra i politici si salvano solo Renzi e Salvini, ma la maggioranza in entrambe le città non si fida di nessuno. E per finire l’Expo: se sotto la Madonnina viene visto come un’opportunità, all’ombra del Cupolone credono che non sia utile per il paese
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ECCO COSA PENSANO I ROMANI
Delusi, anzi arrabbiati, con poche speranze e di fiducia nei politici ancora meno. Questi i romani che hanno prestato la loro voce e il loro volto alla telecamera di Affaritaliani.it, giornale sceso tra la gente in occasione del 19esimo compleanno della testata. Tre giorni di microfono aperto per chiedere a chi destinare i fondi per aiutare la ripresa; per scoprire quanto la politica sia lontana dalla gente e, infine, per capire che il vero evento dell’anno non sia tanto l’Expo quanto il Giubileo. E i romani raccontano. Il mega evento meneghino ha il sapore di un palcoscenico che in verità non porterà sviluppo al paese ma che ha gettato una immagine negativa anche su uno spaccato del Paese da sempre connotato come quello “organizzato e ben governato”, impantanato in una odissea di ritardi. Pochi sono propensi a prendere il biglietto che aprirà loro le porte della fiera di Milano, un’Expo per addetti ai lavori, che raccoglie l’attenzione di cuochi e ristoratori come Angelo, chef che ogni giorno sfama i tanti turisti del centro. Bocciata la comunicazione dai chi come la stà proprio studiando Valentina, poche le informazioni e confuse. “Sarà un figuraccia”, “E’ una presa in giro” sbraita Giacomo, imprenditore agricolo. Meglio consolarsi con il Giubileo, quello sì, riempirà la città e in molti, sono convinti, porterà anche soldi. Motivi religiosi a parte, i torpedoni dei pellegrini vengono visti come manna dal cielo. E se con al caos quotidiano i romani hanno fatto il callo, l’invasione giubilare non viene sicuramente avvertita come un problema. “Nulla di diverso dal solito”.
Sulla politica volano stracci con nessun leader che viene ritenuto degno di fiducia: un nome solo, Matteo, su cui convergono le aspettative dei più, declinato in egual numero tra Renzi e Salvini. Stupisce che nessuno spenda neppure una citazione per Grillo o Berlusconi, spariti dal gota della politica vista dal popolo. Oltre alla dicotomia dei Matteo il nulla. Ma non si parli di opere del Governo: il giudizio è di unanime bocciatura, la fiducia nei proclami al minimo. “Il tesoretto è una bufala” argomenta Giorgio, e se si trovassero davvero soldi da destinare ad interventi a favore della ripresa, i romani non hanno dubbi: niente fondi a pioggia, la richiesta è solo una: “Strade, strade, strade siamo pieni di buche” (di Alberto Berlini).
ECCO COSA PENSANO I MILANESI
Tesoretto: cosa fare? Il governo ha scoperto dal Def che ha a disposizione 1,6 miliardi di Euro, ma non ha ancora dichiarato come ha intenzione di spenderli. Qualche proposta arriva dai cittadini di Milano. Molti hanno a cuore la cultura. Tra questi c’è Caterina, studentessa di 18 anni, secondo cui il Primo ministro, Matteo Renzi, farebbe bene a salvaguardare i beni artistici del nostro Paese. D’accordo con lei, Rachele, 20 anni, che lavora all’Expo Gate di Piazza Castello. Non manca chi, invece, crede che il tesoretto debba esser impiegato per creare più occupazione e per sostenere le imprese. Diverso il parere di Rosa, 65 anni, secondo cui si dovrebbe agire per abbassare il debito perché “non possiamo lasciarlo ai nostri nipoti”. Per Riccardo, edicolante di 24 anni, è bene che il governo approfitti di questi soldi per potenziare le infrastrutture. Stessa posizione di Marco, consulente di 34 anni, che, oltre a pensare alla messa in sicurezza di strade ed edifici pubblici, non dimentica l’istruzione. E in mezzo a tanta serietà, c’è l’ironia di Paola, studentessa di 22 anni: “Renzi di a me quei soldi, così mi comprerò Zara (catena di abbigliamento, ndr)”
“Nessun politico mi rappresenta”. “Nemmeno uno dei nostri leader ha la mia fiducia”. In sintesi, sono queste le risposte più gettonate se si prova a chiedere ai cittadini il loro grado di apprezzamento nei confronti della classe politica italiana. Non si salva nessuno. Destra o sinistra non fa differenza. Poche le persone intervistate che azzardano un nome. Alcuni danno fiducia a Matteo Salvini, numero uno della Lega Nord. Altri a Matteo Renzi. Il resto, da Grillo a Berlusconi, da Vendola ad Alfano, non esiste. Le uniche voci fuori dal coro sono quelle di Vincenzo, 37 anni, disoccupato (“Ho fiducia in Di Battista del Movimento 5 stelle” e ), e Valerio, 71enne in pensione (“Credo nel professor Massimo Cacciari”).
I milanesi promuovono l’Expo. Nelle interviste raccolte in centro, tra piazza Duomo e il castello Sforzesco, emerge che l’Esposizione Universale, che sarà inaugurata il 1° maggio, piace. Sono molti quelli che andranno a visitarla o hanno intenzione di farlo. Tra questi c’è chi ha già acquistato il biglietto, come Adriana, 22 anni, studentessa: “L’ho comprato qualche tempo fa approfittando degli sconti a cui ha diritto la mia Università. Il costo? 10 Euro. Praticamente un affare”. Anche Michela ha con sé il biglietto: “Sono abruzzese e tornerò a Milano in estate per l’Expo. E’ una bella cosa, ne varrà la pena”. La maggior parte degli intervistati, invece, pur manifestando curiosità ed aspettative per l’Esposizione Universale, sta rimandando l’acquisto del biglietto. Come Renzo, 41 anni, addetto vendite. O come Vanessa, 32 anni, impiegata in uno studio commercialista. Non mancano, poi, i contrari all’Expo. Paola, 23 anni, studentessa: “Non ho comprato il biglietto e non lo farò”. Stessa cosa per Simona: “Non ho intenzione di andare, non mi interessa”.

