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Psicosi per il tonno radioattivo di Fukushima. Ma uno studio…

nucleare Fukushima 19                              La centrale di Fukushima

Gira un post allarmistico (con tanto di foto) in questi ultimi giorni sulle bacheche di molti utenti facebookiani. “Controllate il tonno che trovate nei supermercati dove c’è stampato Fao 61 o 71, proviene dal mar del Giappone dove è stata riversata l’acqua contaminata di Fukushima”.  A oltre due anni dal drammatico incidente occorso alla centrale nucleare di Fukushima, spunta questo allarme. 

Sul tema è stato avviato un dibattito, ma il rischio è di psicosi dei consumatori, visto che si sta parlando di un prodotto molto usato sulle tavole degli italiani.
Tutto è iniziato dalla notizia riguardanta la scoperta di tonno contaminato da radiazioni proveniente dall’Oceano Pacifico. Uno studio della National Accademy of Science aveva constatato un sensibile aumento della radioattività nei tonni pinna blu che vivono nell’Oceano Pacifico. Allarme? In realtà però era stato stimato che l’impatto sulla salute, nel caso peggiore possibile, del consumo di tonno radioattivo è estremamente contenuto: la possibilità di un tumore mortale è dello 0,00002%. Percentuale minime e vicine allo zero.
Sta di fatto che dopo l’allarme pesto (anch’esso rientrato vistro che il botulino alla prova degli esami di laboratorio non c’era), ecco tutti parlare di tonno. La Asdomar, ditta celebre in tema di tonn in scatalo, dal canto suo ha già provveduto a tranquillizzare i clienti con una sezione internettiana dedicata a “Informazioni ai consumatori in relazione alla situazione in Giappone”.