“Non sarebbe male se Napolitano desse qualche spiegazione in piu’… In Parlamento, nel Comitato, magari con una lettera…”. E’ Giovanni Toti, il piu’ stretto collaboratore di Silvio Berlusconi, neo consigliere politico ‘azzurro’, a sottolinearlo dallo studio di Mattino Cinque. L’esponente FI, sempre a proposito della contrapposizione tra il suo partito e l’inquilino del Colle, che si innesta con la procedura per la messa in stato d’accusa avviata in Parlamento, sottolinea che “comunque, il comunicato di ieri di Napolitano e’ largamente insoddisfacente”.
“Dal momento che e’ aperto un Comitato, richiesto dai grillini, utilizziamo quella sede parlamentare per fare chiarezza”, dice ancora Toti a chi gli chiede se ci sia un vero e proprio asse tra FI e M5S contro Napolitano.
“Non so se Napolitano deve dimettersi, certo deve chiarire”. Giovanni Toti conferma che per Forza Italia il caso aperto dal libro di Friedman sulla caduta dell’ultimo governo Berlusconi non e’ ancora chiuso. Anzi. “Di sicuro su quell’estate – dice ancora, dallo studio di Mattino Cinque, il piu’ diretto collaboratore di Silvio Berlusconi – c’e’ davvero ancora molto fumo e bisogna capire cosa e’ successo. Di sicuro non e’ rituale – incalza – che un Presidente della Repubblica faccia consultazioni e affidi addirittura preincarichi, lo dice Monti, non noi, mentre c’e’ un governo in carica, non sfiduciato dalle Camere”. La questione, spiega Toti, “non e’ con chi il Capo dello Stato prende il te’ con i pasticcini ma il fatto che Monti dica che Napolitano gli aveva fatto chiaramente capire di tenersi pronto a un incarico di governo. Quando c’era un governo in carica, con tutti i suoi ministri al loro posto e – annota l’esponente FI – si era a giugno e lo spread era a 250”.
