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Il cuore artificiale funziona, a due mesi dall’operazione il paziente “sta bene”

Una speranza per di tutti i cardiopatici. Un trapiantato di cuore fatto in un paziente affetto da insufficienza cardiaca allo stato terminale grazie a un cuore artificiale. Per il momento ha un costo non proprio abbordabile che varia dai 140 mila ai 180 mila euro

Una speranza per di tutti i cardiopatici. Un trapiantato di cuore fatto in un paziente affetto da insufficienza cardiaca allo stato terminale grazie a un cuore artificiale del peso di 900 grammi, prodotto dalla francese Carmat. Per il momento ha un costo non proprio abbordabile che varia dai 140 mila ai 180 mila euro.

L’uomo di 76 anni che ha ricevuto una protesi cardiaca totale Carmat è in condizione “buone” due mesi dopo la sua operazione, considerando anche la sua età avanzata, sottolinea l’equipe medica del Georges Pompidou Hospital di Parigi.

La protesi impiantata nel paziente non è la solita pompa meccanica che ha bisogno di alimentazione esterna per funzionare: la rivoluzione sta proprio nel fatto che è in grado di comportarsi come il cuore umano: ne riproduce le funzioni e la struttura, si adatta allo sforzo richiesto al momento dall’organismo in cui è impiantato, è dotato di quattro valvole e due ventricoli, ha una funzionalità e una durata davvero consistenti.

Per i vertici della Carmat il cuore artificiale potrebbe salvare la vita di migliaia di pazienti cardiopatici. L’intervento è privo dei rischi legati al rigetto e il trapianto della bioprotesi potrebbe restituire una qualità della vita inaspettata.