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Cronache
Anche Trieste vuole la secessione: "Zona franca e niente tasse"

"Il nostro territorio è per definizione libero. Il Trattato di Pace con l’Italia, firmato a Parigi nel 1947 e ancora assolutamente in vigore, viene completamente ignorato. Adesso Roma ci ascolti: ci dia la zona franca oppure sarà secessione". Non ci sono solo Veneto e Sardegna. Adesso anche Trieste vuole l'indipendenza.

La richiesta arriva dal Movimento Trieste Libera, che continua a mietere seguaci su Facebook. Ma ecco i propositi del Movimento, riportati per intero sulla propria pagina Facebook: "Il Movimento Trieste Libera nasce in un momento di estrema difficoltà per la città di Trieste, per il suo Territorio e per l’Europa intera. Mentre le attuali amministrazioni operano in uno status di illegalità locale ed internazionale, il Trattato di Pace con l’Italia, firmato a Parigi nel 1947 e ancora assolutamente in vigore, viene completamente ignorato".

"Noi, il popolo, siamo cittadini del Territorio Libero di Trieste", si continua a leggere "e rivendichiamo il nostro diritto a vivere in una condizione di benessere individuale e collettivo. Il Territorio Libero di Trieste è, per definizione, multiculturale, multilingue ed intimamente mitteleuropeo. Noi favoriamo il processo di internazionalizzazione del tessuto del Territorio: vogliamo fare parte di una popolazione aperta a lingue e culture diverse, in grado di trovare ispirazione nella lunga fase di sviluppo come emporio del Centro Europa. Il Porto Libero di Trieste, motore principale dell’economia, non può decollare o sostenere investimenti reali, senza che venga prima ristabilito uno status di legalità. Una volta rianimato il cuore pulsante del Territorio, intendiamo agevolare processi avanzati di innovazione nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione industriale di qualità. Vanno sostenuti la lavorazione e l’uso dell’alta tecnologia, anche al fine di diminuire l’impatto sull’ambiente. Il Territorio è stato infatti stravolto da un fortissimo inquinamento di natura dolosa, che è potuto avvenire solamente grazie alla complicità di tutte le amministrazioni che si sono succedute nei decenni passati".

"Siamo inoltre coscienti di come uno stato in fallimento", si conclude, "non possa essere in grado di far fronte alle priorità reali del Territorio, come trovare la soluzione ad un insostenibile regime fiscale. Mentre l’Europa si interroga sulle condizioni di profonda crisi in cui versa, il movimento punta a migliorare drasticamente la qualità della vita nel Territorio, garantendo la piena applicazione dei Diritti umani, collettivi ed individuali che appartengono ad ognuno di noi. Il Movimento Trieste Libera rappresenta gli interessi fondamentali della stragrande maggioranza del popolo del Territorio, e ne rivendica le specificità politiche, legislative, economiche e fiscali determinate dal Trattato di Pace. Per tutte queste ragioni, il raggiungimento di uno status di legalità è il nostro obiettivo principale. Noi, il popolo, chiediamo pertanto la piena e completa finalizzazione del Territorio Libero di Trieste".

Sono ormai parecchie le manifestazioni organizzate dal Movimento e sembra che l'adesione, sull'onda degli altri movimenti indipendentisti sorti in Italia e in varie parti d'Europa, sia piuttosto alta. Vedremo se a Roma qualcuno prenderà sul serio questo fenomeno.

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triesteindipendenzazona franca
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