A- A+
Cronache


Il nuovo porto commerciale di Molfetta, per il quale sono stati erogati quasi 150 mln di euro di fondi pubblici, e' stato sequestrato dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e del Corpo forestale dello Stato di Bari su disposizione del gip del tribunale di Trani, Francesco Zecchillo. Sequestrati anche 33 mln di finanziamenti pubblici non ancora erogati. Due persone sono finite agli arresti domiciliari: l'ex dirigente comunale dei Lavori pubblici, Vincenzo Balducci, e il procuratore speciale della Cmc (l'azienda che si e' aggiudicata i lavori del porto) e direttore del cantiere, Giorgio Calderoni. Sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso d'ufficio, reati contro la fede pubblica, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti e violazioni ambientali. Per gli stessi reati indagata a piede libero una cinquantina di altre persone.

I provvedimenti cautelari sono stati richiesti dai pm Antonio Savasta e Giuseppe Maralfa della procura di Trani dopo oltre tre anni di indagini, partite da una segnalazione dell'autorita' di vigilanza sui contratti pubblici. Secondo le indagini, a Molfetta sarebbe stata messa in piedi una maxi truffa che ha permesso di ottenere, in oltre un decennio, finanziamenti per 147 milioni destinati per il nuovo porto. Ma questi sono stati usati per mettere a posto i conti del Comune e far risultare come rispettato il patto di stabilita'. I finanziamenti finora ottenuti ammontano a 82 mln di euro e sarebbero arrivati grazie a una serie di atti illeciti e interferenze amministrative, a fronte di un'opera che doveva costare solo 72 mln. Eppure i lavori del porto, appaltati nel 2008, sono ancora in alto mare e difficilmente potranno essere portati a termine a causa della presenza in mare di bombe della seconda guerra mondiale la cui bonifica non e' mai stata conclusa. Tra gli indagati figura anche l'ex sindaco e presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini. A suo carico non risulta la richiesta e tanto meno l'emissione di alcuna misura cautelare. Oltre all'utilizzo improprio di una parte dei finanziamenti, l'inchiesta della procura di Trani riguarda anche aspetti di natura ambientale. Gli accertamenti hanno stabilito che i lavori sono andati avanti nonostante non fosse stata mai completata la bonifica delle aree minate.

Proprio questo ha provocato un rallentamento dei lavori e consentito all'Ati di ottenere 7,8 mln in virtu' di una transazione con il Comune per un risarcimento dovuto proprio all'impossibilita' di portare avanti i lavori. Secondo gli inquirenti, invece, l'azienda appaltatrice non avrebbe dovuto accettare la consegna dei lavori. Ma, avendoli accettati, non poteva avanzare alcuna richiesta di maggiori oneri dovuti all'allungamento dei tempi. Anche perche' la presenza di bombe nell'area era stata ampiamente accertata da indagini preliminari. L'azienda ne era a conoscenza gia' prima di accettare la consegna dei lavori. Inoltre, diversamente da quanto attestato dai progettisti, l'area di espansione del porto ricadeva nella perimetrazione del sito di interesse comunitario "Posidonio San Vito", tutelato per la presenza della Posidonia. I materiali di risulta del dragaggio, poi, non sono mai stati smaltiti in maniera regolare ma riversati in una colmata. In questa finivano anche ordigni e proiettili.

Tags:
molfettaportoarresti
in evidenza
House of Gucci, guarda il trailer Jared Leto irriconoscibile. FOTO

Lady Gaga guida un cast stellare

House of Gucci, guarda il trailer
Jared Leto irriconoscibile. FOTO

i più visti
in vetrina
Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità

Pasta Garofalo, il pastificio presenta il suo primo Report di Sostenibilità





casa, immobiliare
motori
BMW prosegue lo sviluppo delle auto che restituiscono energia green

BMW prosegue lo sviluppo delle auto che restituiscono energia green


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.