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Cronache

Alois Brunner, uno dei più stretti collaboratori del gerarca nazista Adolf Eichmann, responsabile personalmente della uccisione di oltre 100 mila ebrei, è morto in Siria quattro anni fa, a quasi 100 anni di età. Lo ha appreso il Centro Wiesenthal di Gerusalemme che si basa su informazioni ricevute da un ex agente dei servizi segreti tedeschi che ha operato a lungo in Medio Oriente. Il nazista aveva tra l’altro insegnato ai servizi segreti di Hafez Assad (padre di Bashar) le tecniche di tortura ai dissidenti.

Già in aprile Brunner era stato rimosso dalla lista dei criminali nazisti ricercati dal centro, ma ora le nuove prove confermano le notizie sulla sua morte. Nel 1954, usando un falso passaporto della Croce Rossa, Brunner si rifugiò a Roma e da qui in Egitto. Poi, con il falso nome di George Fischer, si sarebbe trasferito in Siria dove avrebbe consigliato il regime di Hafez Assad sulle tecniche di tortura degli oppositori usando. Sarebbe sopravvissuto a due tentativi di assassinio in Siria da parte dei servizi israeliani nel 1961 e nel 1980. Nel 2001 un tribunale francese ha condannato Brunner all’ergastolo per il suo ruolo nella deportazione degli ebrei francesi. L’ufficiale delle Ss era responsabile del campo di Drancy, dove venivano raccolti gli ebrei prima di essere inviati nei lager nazisti ed instaurò un regime di terrore in Costa azzurra dopo la partenza delle truppe italiane nel 1943. Fra le sue vittime vi erano 345 bambini.

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