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Ucciso in discoteca a Palermo, si costituisce un 17enne

Il ragazzo ha confessato di essere l’autore dell’omicidio del medico di 25 anni morto con un calcio alla nuca, nel corso di una rissa avvenuta venerdì notte nella discoteca Goa

Ha confessato di aver ucciso Aldo Naro fuori da una discoteca di Palermo. Un giovane di 17 anni si è costituito nel carcere minorile Malaspina di Palermo. Sostiene di essere l’autore dell’omicidio del medico di 25 anni morto con un calcio alla nuca, nel corso di una rissa avvenuta venerdì notte nella discoteca Goa.

Intanto oggi si sono svolti i funerali. Sulla sua bara e’ stato poggiato un camice bianco, quello che Aldo non potra’ indossare. Poi attorno al feretro tante rose bianche e un cuscino di rose rosse voluto dalla fidanzata Simona con scritto “I nostri sogni resteranno per sempre nel mio cuore. Ciao Aldo”. In migliaia a San Cataldo (Caltanissetta) oggi hanno preso parte ai funerali di Aldo Naro, il 25enne ucciso sabato sera in una discoteca a Palermo. In prima fila i genitori e la sorella del giovane. Proprio ieri sera, il padre del ragazzo, colonnello dei carabinieri, aveva chiesto all’assassino di costituirsi. “Una folla di giovani – ha detto il vescovo Mario Russotto, durante la sua omelia – si chiede come e’ possibile morire per festeggiare una laurea, come e’ possibile morire nel terzo millennio per l’incivilta’ di altri giovani”.

 Il vescovo ha anche citato le parole di Etty Hillesum, un’ebrea morta Auschwitz, parole di speranza nonostante le malvagita’ e le violenze subite in quel campo di concentramento. “Aldo voleva salvare tante vite umane, era innamorato della vita” ha aggiunto il vescovo. Davanti lala chiesa, in uno schermo c’era scritto “Io sono Aldo Naro” e cosi’ su una t-shirt posta al primo banco accanto alla madre. Al termine della funzione funebre sono stati i suoi amici piu’ cari a portare la bara sulle spalle fuori dalla chiesa, mentre un lungo applauso salutava Aldo per sempre. Alla cerimonia hanno preso parte molti esponenti del clero della diocesi e le massima autorita’ del territorio.