A- A+
Cronache
Un giorno da paziente: la cataratta da una visuale diversa
Domenico De Felice

di Domenico De Felice

Faccio l’oculista dal 1981 ma fortunatamente non ho mai fatto il paziente oculistico in tutti questi anni. Da qualche mese soffrivo di cataratta che è l’opacizzazione di una lente posta dietro all’iride costituita da una “buccia” capsulare ed un nucleo centrale. Mi sono accorto da solo, ho fatto la diagnosi che è stata confermata dai colleghi. Ho iniziato a vedere aloni colorati intorno alle sorgenti di luce ed io, ipermetrope dalla nascita, cominciavo a vedere bene da lontano senza occhiali! Un miracolo, lo stesso che pensano i pazienti ipermetropi prima di venire a visita. Poi la diagnosi, per me la conferma della mia diagnosi, e l’inizio di un percorso che porta alla sala operatoria.

Arriva il giorno della prima operazione all’occhio peggiore, l’occhio sinistro, il 16 ottobre 2013. Anche per un medico, soprattutto se specialista della materia per cui diviene paziente, le parole che più vengono in mente diventano, razionalmente, dubbio e paura. Si arriva in sala operatoria e, per necessità evidenti di sterilità, ci si spoglia per indossare un camice. Cominciano a mettere numerose gocce di anestetico e di antibiotico dopo aver messo un piccolo inserto che diffonde il prodotto che dilata la pupilla. Un tranquillante per bocca ed un ago in vena per sicurezza e per iniettare un altro sedativo. Si entra in sala dopo il tempo della dilatazione. Quante volte in trent’anni sono entrato in una sala operatoria oculistica, ma l’emozione e la carica adrenalinica è differente tra essere medico ed essere paziente.

Steso sul letto operatorio ti senti come inerte. Ricordi che un caro paziente ti ha parlato della “posizione del cadavere”, cerchi di rilassarti partendo dal piccolo muscolo del piede su fino ai muscoli facciali. Ti senti pronto al mistero di ciò che sai perfettamente. Elettrodi, bracciale della pressione arteriosa, saturimetro, copertura sterile: si comincia.

Il disinfentante, iodopovidone, indispensabile per la protezione delle infezioni brucia e deve agire in evaporazione per 3 minuti. Aspetti nell’oblio. Il telo adesivo sterile isola il campo operatorio. Il blefarostato tiene aperte le palpebre ed il campo è pronto. Vedi nella confusione della luce del microscopio, della pupilla dilatata e della cataratta che si avvicina il microbisturi di 15° che fa il pretaglio mentre il vero accesso si esegue con un secondo bisturi monouso per 2,4 millimetri di larghezza. Vedi il viscoelastico riempire la camera anteriore per permettere un accesso sicuro per eseguire la capsuloressi che incide la “bucccia” in modo circolare per un diametro di circa 4 millimetri. L’idrodissezione, con acqua ed anestetico, isola la “buccia” residua dal nucleo. Si entra con il facoemulsificatore che con ultrasuoni frantuma ed aspira il nucleo. E tu sei li ad ascoltare il rumore di quel computer in attesa che si fermi. Sai che è la fase delicata seguita dall’aspirazione dei residui. Vedi immagini caleidoscopiche non precise. Poi ancora il viscoelastico allarga il “sacchetto” capsulare svuotato e trasparente per poter inserire quel cristallino artificiale che ti permetterà di vedere. La lente si allarga e si sistema al centro. Si aspira il viscoelastico, si inietta l’antibiotico nel “sacchetto” e si controlla che la idrosutura, effettuata a becco di flauto, tenga grazie alla pressione interna dell’occhio. Sai che è finito dopo il collirio antibiotico e la gabbia di protezione. Sei felice di più di un paziente che non sa quando tutto finisce. Esci con uno stato confusionale che influisce il tuo cammino. Togli la gabbia protettiva, utile di notte nei primi giorni, metti gli occhiali, ti liberi di tutto, ti rivesti ed esci dopo aver ringraziato. Torni nel mondo.

Nelle ore successive poca sofferenza che il giorno dopo già dimentichi e torni a lavorare seguendo la terapia di colliri indicata che conosci perfettamente. Gli altri, per la professione che hai scelto, hanno più bisogno. Scopri un altro mondo, dimenticato: i colori, la nitidezza, il contrasto. Era tutto sbiadito, prima. Aspetti con ansia il giorno del secondo occhio, il 12 novembre 2013, le stesse sensazioni ti accompagneranno, gli stessi dubbi e le stesse paure. Gli stessi tempi operatori che speri si riproducano nello stesso modo con gli stessi esiti. Sei nuovamente libero di tornare a vivere. Ora gli occhiali, usati per una vita, diventano più leggeri, quasi inutili. Da oculista hai una nuova vista e nuove sensazioni acquisite. Puoi continuare a fare la professione che ami più partecipe. Sai, da ambo i lati, la differenza che c’è tra guardare e vedere.

@defelicemilano

“Ringrazio il mio amico e collega dott. Pietro Bruttini che ha eseguito gli interventi aiutato dal dott. Giovanni Acerbi. Ringrazio la Casa di Cura San Carlo di Paderno Dugnano (Mi) dove ho deciso di farmi operare “coccolato” da impiegati e personale sanitario.”

Tags:
pazientemedico
in evidenza
Heidi Klum reggiseno via in barca Diletta Leotta da sogno in vacanza

Wanda Nara.... che foto

Heidi Klum reggiseno via in barca
Diletta Leotta da sogno in vacanza

i più visti
in vetrina
Nicole Daza, chi è la compagna di Marcell Jacobs: la biografia

Nicole Daza, chi è la compagna di Marcell Jacobs: la biografia





casa, immobiliare
motori
Honda HR-V, arriva la tecnologia full Hibird

Honda HR-V, arriva la tecnologia full Hibird


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.