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Cronache

 

Il caso Orlandi sembra vicino a un punto di svolta. Dopo il ritrovamento del flauto, che è ora all’esame della polizia scientifica per individuare eventuali tracce di saliva da confrontare con il Dna della ragazza scomparsa, spunta una lettera anonima contenente messaggi in codice, una ciocca di capelli, un fiore colorato di merletto, terriccio, stoffa scura e un negativo fotografico che riproduce un teschio.

Per quanto riguarda il flauto Il titolare del negozio ha esaminato lo strumento e lo ha confrontato con una foto in cui la Orlandi lo sta suonando. Dallo studio è stato confermato che sono identici.
Ora l'oggetto è stato sequestrato dalla polizia per i necessari accertamenti scientifici, che consistono soprattutto nel rilevamento del Dna nel beccuccio.

La Procura procederà a nuovi accertamenti sulla lettera misteriosa anche perchè il testo della lettera, che è arrivata a casa di una delle compagne di musica di Emanuela, è apparentemente senza senso, ma ad una più attenta lettura alcuni passaggi risultano chiari. Il foglio è scritto a mano e contiene il seguente testo: "Non cantino le due belle more per non apparire come la baronessa e come il ventuno di gennaio martirio di S. Agnese con biondi capelli nella vigna del Signore". Poi appaiono altre scritte: "Via Frattina 103", "Fiume 4", "Musico 26 ottobre 1808 – 5/3/1913 – 2013".

Si tratta di un linguaggio in codice e le due "belle more" di cui parla l’anonimo potrebbero essere Emanuela e Mirella Gregori, l’altra quindicenne scomparsa nell’83, un mese prima, il cui caso presenta molti punti di connessione con quello della Orlandi. Ma ci sono anche due elementi in più che fanno ipotizzare che l’autore dell’ultimo messaggio sia una persona ben informata. La dicitura "Frattina 103" è collegabile infatti a una delle rivendicazioni del cosiddetto Fronte Turkesh, che il 22 novembre 1984 (quindi un anno e mezzo dopo il sequestro) nel fornire alla famiglia Orlandi una decina di particolari su Emanuela inserì anche, incomprensibilmente, una parola e un numero: "Frattina 1982".

Il padre pensò che ci si volesse riferire al fatto che Emanuela era stata da un dentista, proprio in quella strada del centro di Roma, l’anno precedente. Ma non è finita. Il 4 settembre 1983 in un cestino di via Porta Angelica (di fronte a casa Orlandi) fu fatto ritrovare uno spartito di esercizi per flauto del compositore piemontese Luigi Hugues, che Emanuela aveva con sé quando sparì. Sulla copertina erano annotati anche i nomi e gli indirizzi di tre sue amiche, nonché la frase "casa mia", con relativo numero di telefono. Ma il musicista Hugues, nato a Casal Monferrato nel 1836, morì proprio il 5 marzo 1913, che è la data riportata nella missiva mostrata mercoledì. Sicuramente l'anonimo conosce bene i passaggi della vicenda.

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