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Pena di morte in Usa, orrore e proteste. “Si sospendano le esecuzioni”

Pena di morte in Usa, orrore e proteste. “Si sospendano le esecuzioni”
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Pena di morte in Usa, orrore e proteste. “Si sospendano le esecuzioni”
Pena di morte in Usa, orrore e proteste. “Si sospendano le esecuzioni”
Pena di morte in Usa, orrore e proteste. “Si sospendano le esecuzioni”

E’ polemica sempre più accesa negli Stati Uniti dopo l’orrore in Oklahoma durante un’esecuzione capitale: il condannato Clayton D. Lockett ha patito una lunga agonia, 43 minuti, prima di morire per infarto perché l’iniezione letale non ha funzionato. La seconda esecuzione, in programma quel giorno, è stata inizialmente rinviata di 14 giorni, ma potrebbe arrivare uno stop molto più lungo.

Robert Patton, direttore delle prigioni dello Stato americano, ha infatti chiesto la sospensione a tempo indeterminato di tutte le pene di morte in attesa che le procedure vengano interamente riviste. Lo ha chiesto in una lettera alla governatrice Mary Fallin, poi resa pubblica. “Serve che l’indagine sulla morte di Clayton D. Lockett venga condotta da un’autorità esterna perché sarebbe più attendibile”, ha scritto Patton. “Ci vorranno certamente molte settimane e bisognerà prevedere anche una corretta formazione del personale per il futuro”.

Il caso ha sollevato numerose proteste nei confronti della Casa Bianca e tantissime richieste perchè venga rivista la legislazione sulla pena di morte negli Stati Uniti. In questa fase, tra l’altro, ricorrere alla pena di morte nei vari stati Usa che lo permettono è diventato sempre più difficile. Questo anche per la decisione per mtoivi  di molti Paesi europei di vietare l’esportazione dei farmaci letali, le cui scorte stanno per esaurirsi, costringendo anche a realizzare mix letali ‘meno efficaci’. Tanto che qualcuno ha già proposto un ritorno alla sedia elettrica. Lo Stato che ci ha pensato più seriamente è la Virginia.

IL CASO: L’INIEZIONE NON HA FUNZIONATO – Orrore in Oklahoma durante un’esecuzione. Al condannato si rompe la vena durante l’iniezione letale. L’uomo dato per incosciente si agita e urla, poi muore di infarto. Era stato condannato per aver sparato a una donna di 19 anni nel 1999 e per averla poi seppellita viva. E ora si parla del ritorno della sedia elettrica…

Nel penitenziario di McAlester in Oklahoma era prevista una doppia esecuzione, la prima dopo tantissimi anni, decisa tra mille polemiche. Il primo che doveva essere giustiziato alle 6,30 del pomeriggio con un’iniezione letale era un uomo di colore, di nome Clayton D. Lockett. Ha fatto una fine terribile a causa della rottura della vena in cui gli stavano iniettando il mix letale di veleni.

I testimoni parlano di una scena raccapricciante ed atroce. Iniettato l’anestetico, il prigioniero era stato dichiarato dai medici presenti oramai privo di sensi. Ma quando è iniziata la somministrazione del primo dei due farmaci letali il corpo dell’uomo ha cominciato improvvisamente a muoversi, i suoi piedi e le sue braccia ad agitarsi. Ha cominciato a lamentarsi sempre più forte. Con uno scatto Clayton ha tentato anche di sollevarsi, inutilmente. In una situazione di caos i medici e gli addetti del carcere hanno abbassato la tenda davanti al vetro dietro al quale c’erano i testimoni. Questi ultimi hanno solo potuto ascoltare l’urlo violento con cui l’uomo ha esalato l’ultimo respiro, ucciso da un attacco cardiaco. Lockett era stato condannato per aver sparato a una donna di 19 anni nel 1999 e per averla poi seppellita viva.