Ogni euro investito contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio sociale. HappyAgeing porta al Ministero della Salute e alle Regioni cinque proposte per il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, con più chiamata attiva, rete vaccinale allargata e accesso uniforme ai vaccini potenziati.
Dalle farmacie alla chiamata attiva: le richieste per aumentare coperture e accesso
La prevenzione vaccinale nella silver age ha un costo. La mancata prevenzione ne ha uno più alto, tra ricoveri, complicanze, perdita di autonomia e spesa sanitaria evitabile. È la linea emersa all’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano, ospitata a Roma, a Palazzo Baldassini, su iniziativa di HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo. I numeri citati nel confronto spostano la discussione dal prezzo dei vaccini al valore prodotto dalla prevenzione. Secondo le stime dell’Office of Health Economics, ogni euro investito nella vaccinazione contro l’Herpes Zoster negli anziani può generare fino a 782 euro di beneficio per la società. Il rapporto arriva fino a 19 euro per l’antinfluenzale, fino a 30 euro per l’antipneumococcica e fino a 14 euro per il vaccino contro il Virus Respiratorio Sinciziale.
La base tecnica è il documento “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia. Quadro epidemiologico, carico di malattia, offerta vaccinale e profili di costo-efficacia”. Il lavoro è stato elaborato dagli esperti delle Università di Pisa e di Bari sotto la responsabilità scientifica dei professori Caterina Rizzo e Silvio Tafuri. HappyAgeing lo ha presentato al Ministero della Salute e al CIP – Coordinamento Interregionale Prevenzione, che attraverso la Cabina di regia stanno lavorando alla costruzione del nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale. Il documento raccoglie cinque proposte operative per il nuovo PNPV su pneumococco, Herpes Zoster, influenza, difterite-tetano-pertosse, VRS e Covid-19, le vaccinazioni raccomandate nella popolazione anziana.
La prima riguarda la comunicazione. HappyAgeing chiede campagne continuative, centrate sulle malattie e sul loro impatto reale, per superare la sottostima del rischio che frena le coperture vaccinali.
La seconda proposta punta sull’ampliamento della rete vaccinale e sulla chiamata attiva. L’Alleanza chiede più soggetti abilitati alla somministrazione oltre ai Medici di Medicina Generale e ai Centri Vaccinali, con il coinvolgimento delle farmacie, percorsi strutturati negli ospedali per i pazienti fragili, poliambulatori pubblici e Case di Comunità.
La terza richiesta riguarda la spesa. HappyAgeing propone di riconoscere l’immunizzazione come investimento strutturale, separato dalla spesa sanitaria corrente, con un sistema nazionale di dati economici a supporto delle scelte di programmazione.
La quarta proposta chiede l’aggiornamento del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale e del Calendario Vaccinale, con l’inclusione esplicita di Covid-19 e VRS e una scadenza certa per la Circolare Ministeriale sull’influenza.
La quinta proposta riguarda l’appropriatezza vaccinale. Nel documento si chiede il recepimento uniforme dei vaccini potenziati e adiuvati in tutte le Regioni, l’abbassamento a 60 anni della soglia per l’offerta gratuita dei vaccini potenziati contro l’influenza e percorsi di Health Technology Assessment più rapidi per l’innovazione.
Michele Conversano, presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing, lega le proposte a decisioni organizzative già possibili: “L’analisi e le proposte contenute in questo documento sono operative e immediatamente implementabili. Non richiedono nuove scoperte scientifiche né risorse straordinarie: richiedono scelte. Scelte su come classificare la spesa in prevenzione, su chi può somministrare un vaccino, su quando pubblicare una circolare, su come parlare alle persone di malattie che si possono evitare. HappyAgeing porta queste proposte nelle sedi istituzionali competenti con la consapevolezza che ogni stagione in cui le coperture restano al di sotto degli obiettivi è una stagione di complicanze, ospedalizzazioni e perdita di autonomia che si potevano prevenire. Le evidenze ci sono, gli strumenti anche: ciò che serve ora è la volontà di tradurli in scelte di sistema, strutturali e durature – afferma Michele Conversano, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di HappyAgeing, durante l’Assise – Il lavoro che svolge il Ministero della Salute è sicuramente alacre e da parte delle Regioni c’è forte impegno. Nonostante la disomogeneità territoriale, obiettivo comune è far sì che uno dei pilastri dell’invecchiamento attivo, o meglio della longevità, l’immunizzazione, diventi effettivamente fruibile dalla popolazione grazie all’offerta di nuovi vaccini sicuri ed efficaci”.
Francesca Russo, coordinatrice del CIP, conferma il lavoro con il Ministero della Salute sul nuovo Piano: “Il Coordinamento Interregionale della Prevenzione sta già lavorando attivamente al nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale con il Ministero della Salute attraverso la Cabina di regia appositamente istituita. Le Regioni sono in prima linea nell’attuazione delle politiche vaccinali e devono quindi essere coinvolte fin dalle prime fasi, anche per affrontare insieme le implicazioni sulle risorse e sull’aggiornamento del Calendario Vaccinale. È un lavoro che richiede sinergia istituzionale e siamo felici di costruirla anche con HappyAgeing: un’Alleanza che, per sua stessa natura – società scientifiche, sindacati ed enti di vario genere – porta al tavolo una voce plurale e rappresentativa del mondo della prevenzione”.
HappyAgeing ha preparato anche uno strumento più diretto per cittadini e operatori, “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare”. Il documento traduce le evidenze scientifiche in informazioni pratiche su malattie, rischi e vaccinazioni da richiedere.
Francesco Macchia, direttore di HappyAgeing, spiega l’obiettivo: “Un vaccino, per essere davvero efficace, deve essere conosciuto, accessibile e facile da ricevere: non basta renderlo disponibile, serve spiegare ai cittadini cosa fare e perché farlo. Per questo HappyAgeing ha realizzato anche uno strumento snello e operativo, ‘Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia: 12 cose da sapere e da fare’, documento che traduce le stesse evidenze dell’analisi scientifica in informazioni dirette: per ogni malattia, cosa comporta e quale vaccinazione richiedere”.
I dati di costo-efficacia raccolti nel documento indicano benefici diversi per le principali vaccinazioni raccomandate. Per lo pneumococco, le nuove strategie aggiornate produrrebbero risultati clinici migliori a un costo inferiore, con un risparmio per il SSN stimato tra circa 77 e 457 milioni di euro e più anni di vita in buona salute.
Per l’influenza, i vaccini potenziati per gli anziani hanno un costo per ogni anno di vita guadagnato, il QALY, inferiore alla soglia di 30.000 euro considerata accettabile in Italia. Secondo il documento, permetterebbero di evitare ogni anno decine di migliaia di ricoveri e centinaia di morti, con un risparmio netto per il Servizio Sanitario Nazionale di decine di milioni di euro. Per Herpes Zoster e VRS, gli studi citati indicano un rapporto costo-beneficio favorevole. Nel caso dell’Herpes Zoster il beneficio riguarda soprattutto il dolore cronico della nevralgia post-erpetica evitato e la riduzione dei ricoveri nei casi più gravi. Per il VRS le analisi europee, ancora preliminari, vanno nella stessa direzione, soprattutto per le persone più avanti con l’età e per chi ha altre patologie. Per il Covid-19, nella popolazione over 65, il documento parla di vaccinazione economicamente dominante: benefici superiori a un costo inferiore rispetto alla mancata vaccinazione.
L’Assise Nazionale sulla Prevenzione delle Malattie Infettive nell’Anziano è stata realizzata con il contributo non condizionante di CSL Seqirus, GSK GlaxoSmithKline, Moderna, MSD Italia, Pfizer e Sanofi. L’incontro ha coinvolto esperti, istituzioni e componenti dell’Alleanza.
I sindacati dei pensionati hanno collegato la prevenzione vaccinale alla tutela della salute degli over 65. Tania Scacchetti, segretaria generale SPI CGIL, Annamaria Foresi, segretario nazionale FNP CISL, e Carmelo Barbagallo, segretario generale UIL Pensionati, dichiarano congiuntamente: “In una società in cui l’età anagrafica cresce sempre di più, garantire la longevità, e quindi un invecchiamento in buona salute, è fondamentale. Da sempre i sindacati dei pensionati si impegnano per tutelare la salute degli over 65 e la prevenzione attraverso i vaccini è un passo quantomai necessario”. Sono stati invitati a partecipare come relatori Anna Odone, presidente Sezione III del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute; Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale del Ministero della Salute; Anna Caraglia, Ufficio 3 del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute; Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Pisa; Silvio Tafuri, professore ordinario di Igiene Generale e Applicata all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro; Giovanna Laurendi, Direzione Generale delle Emergenze Sanitarie, Ufficio 2 – Prevenzione e Profilassi delle Malattie Trasmissibili del Ministero della Salute; Andrea Silenzi, Ufficio 5 della Direzione Generale della Programmazione e dell’Edilizia Sanitaria del Ministero della Salute.
Tra gli invitati anche Nehludoff Albano, vicecoordinatore del Coordinamento Interregionale Prevenzione e dirigente del Servizio Promozione della Salute e della Sicurezza nei luoghi di Lavoro della Regione Puglia; Michele Tonon, Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria della Regione Veneto; Andrea Siddu, dirigente Area Promozione della Salute e Prevenzione della Regione Lazio; Francesco Bencivenga, dirigente Unità Operativa Semplice Prevenzione ed Igiene Sanitaria, Direzione Generale Tutela della Salute e Coordinamento del SSR Settore Prevenzione della Regione Campania; Giovanna Elisa Calabrò, professore associato di Igiene all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e direttore scientifico di VIHTALI, spin off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Per il Parlamento sono stati invitati la senatrice Elena Murelli, Commissione X Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale del Senato; la senatrice Ylenia Zambito, Commissione X Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale del Senato; l’onorevole Paolo Ciani, co-presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Invecchiamento Attivo; l’onorevole Gian Antonio Girelli, Commissione XII Affari Sociali della Camera; e l’onorevole Ilenia Malavasi, capogruppo PD in Commissione XII Affari Sociali alla Camera. L’evento è stato moderato da Annalisa Manduca, giornalista La7.

