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Cronache
Vanessa e Greta a casa, i genitori: "Non hanno nulla di cui scusarsi"

Vanessa Marzullo, insieme al padre, la mamma, il fratello e due zie, e' arrivata nella casa di via Adua a Verdello, in provincia di Bergamo. La giovane, col cappuccio a nasconderle il volto, e' entrata nell'abitazione e si e' solo affacciata qualche istante alla porta di casa per mormorare un 'grazie'. A parlare, all'interno dell'abitazione, e' stato invece papa' Salvatore. "Tutto quello che e' accaduto - ha sottolineato - adesso e' acqua che scorre sotto i ponti. Vogliamo dimenticare tutto".

"L'importante - ha insistito l'uomo - e' che sia andato tutto bene". Sulla casa, dopo il padre, separato, vive col fratello di Vanessa, campeggiano alcuni striscioni: "Bentornate Vanessa e Greta" e' scritto su uno esposto alla finestra mentre su un secondo, con attaccati tanti palloncini, si legge: "Avrei aspettato per sempre per vederti sorridere".

Vanessa, grazie a chi ha lavorato per rilascio - "Grazie a tutti". Vanessa Marzullo, rientrata in casa a Verdello in provincia di Bergamo, sussurra solo qualche parola per ringraziare "tutti quelli che hanno lavorato" per il rilascio suo e dell'amica Greta "e tutte le persone che hanno pregato per noi". Poi e' il padre a incontrare brevemente i giornalisti in attesa fuori dalla casa. "Non ci ha chiesto scusa - spiega - perche' c'era poco da scusarsi....". Per quanto riguarda la prigionia invece "non si possono raccontare 5 mesi in un paio d'ore - sottolinea - Lasciateci riposare qualche giorno poi sara' lei stessa a raccontare tutto".

Greta, non voglio tornare in Siria - "Per ora non voglio tornare in Siria. La situazione li' e' insostenibile". Lo ha detto Greta Ramelli, rispondendo ai giornalisti poco dopo il suo rientro a casa a Gavirate in provincia di Varese. La giovane, che era arrivata in auto coi genitori Antonella e Alessandro e col fratello Matteo, ha pero' aggiunto che e' comunque necessario "continuare ad aiutare" i siriani. (

GENTILONI IN AULA - In tema di rapimenti l'Italia si attiene a regole e comportamenti condivisi sul piano internazionale. Non e' una linea del governo ma dell'Italia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alla Camera. "Siamo contrari al pagamento di riscatti e nei confronti degli italiani presi in ostaggio la priorita' e' indirizzata alla vita e all'integrita' fisica", ha aggiunto il ministro.

"Questa mattina all'aeroporto di Ciampino ho dato il bentornato a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo e penso di averlo fatto, oltre che a nome del governo, a nome dell'Italia intera". Lo ha detto il ministro degli Esteri durante una informativa alla camera sul sequestro e la liberazione delle due cooperanti italiane. L'Aula ha applaudito.

"Un grande Paese si impegna a proteggere e a salvare la vita dei propri cittadini sequestrati. Considero inaccettabile che qualcuno abbia detto che Vanessa e Greta se la siano cercata". Lo ha detto il ministro degli Estero Paolo Gentiloni alla Camera. "L'Italia ha bisogno di questi cooperanti e di questi volontari", ha aggiunto. Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, ha precisato Gentiloni, "non hanno mai informato le autorita' italiane della loro intenzione di raggiungere la Siria, ne' del loro ingresso nel Paese".

Le due italiane "sono state rapite nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto 2014 in un piccolo villaggio nei pressi di Aleppo nell'abitazione di un loro conoscente del luogo, da un nutrito gruppo di uomini armati che ha fatto irruzione nell'abitazione", ha ricostruito il ministro. Un pensiero speciale alle famiglie di Padre Dall'Oglio e Lo Porto. Ancora due vicende che hanno bisogno dell'Italia cui stiamo lavorando con massimo impegno e discrezione".

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