Vaticano, annullato il processo contro il cardinale Becciu
La Corte d’appello vaticana ha decretato la “nullità relativa” del primo grado del processo Becciu. Ha dunque ordinato “la rinnovazione del dibattimento”, il deposito in cancelleria di tutti gli atti e documenti del procedimento istruttorio e ha fissato al 22 giugno la comparizione delle parti al fine di stabilire il calendario delle udienze. La Corte nell’ordinanza precisa che “non dichiara la nullità complessiva dell’intero giudizio di primo grado: del dibattimento come della sentenza. Questi infatti mantengono i propri effetti”. La questione riguarda, tra i vari rilievi, il mancato deposito integrale del fascicolo istruttorio da parte del Promotore di giustizia.
Vita e carriera di Becciu
Ordinato sacerdote nel 1972, il prelato originario di Pattada, nel Sassarese, vanta una lunga carriera ‘diplomatica’. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° maggio 1984, ha prestato la propria opera presso le rappresentanze pontificie in Repubblica Centroafricana, Sudan, Nuova Zelanda, Liberia, Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti. Con Papa Giovanni Paolo II è stato nunzio apostolico in Angola, a São Tomé e Principe. Sotto Papa Benedetto XVI, invece, è stato nunzio a Cuba.
Nel 2011 Becciu viene nominatoda papa Benedetto XVI Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato vaticana, una delle cariche più importanti che riguardano l’attività politica e diplomatica della Santa Sede.
Papa Francesco lo conferma nell’agosto 2013, per poi nominarlo, nel maggio 2018, prima cardinale e poi prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Si tratta del dicastero che ha competenza per le procedura che porta alla beatificazione e alla canonizzazione dei “Servi di Dio” (le personalità per le quali è stato avviato il processo di beatificazione) e ha il compito di verificare anche l’autenticità delle reliquie.
Con lo scoppio del caso relativo all’immobile di Londra, Il 24 settembre 2020 papa Francesco ha accolto la sua rinuncia all’incarico di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e ai “diritti connessi al cardinalato”: ha quindi conservato il titolo cardinalizio, ma ha chiuso con ogni incarico nella Curia romana.

