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Italiani vecchi depressi ammalati. Siamo na’ schifezza! Crisi

Vecchi, depressi, ammalati: gli italiani sono stati distrutti dalla crisi

Vecchidepressiammalati: gli italiani sono stati distrutti dalla crisi e lo dimostra il rapporto Osservasalute presentato all’Università Cattolica.
 
Il rapporto Osservasalute 2014, presentato a Roma all’Università Cattolica è l’impietosa fotografia degli italiani al tempo della crisi, che si scoprono sempre più sovrappeso, più vecchi e più bisognosi di medicine, spesso con gravi conseguenze.
 
In particolare, testimonia il dossier, gli italiani fanno uso sempre più massiccio di antidepressivi, a causa di una perdurante e sempre più stringente crisi economica (bevono 8,5 milioni di italiani). “Siamo entrati in una nuova fase strutturale nella quale incertezza e precarietà non saranno condizioni eccezionali, ma una consuetudine”, spiega il direttore del Dipartimento di Sanità pubblica della Cattolica, Walter Ricciardi. “Partendo da questa considerazione appare quanto mai preoccupante lo scenario che si prospetta per il settore della sanità, uno dei pilastri del sistema di welfare del nostro Paese”, aggiunge il medico.
 
Il consumo di antidepressivi in perenne crescita, è purtroppo ancora più significativo se si guarda al tasso di mortalità, che è pari al 12,41 per 100.000 uomini e al 2,97 per le donne: in otto casi su dieci, insomma, a decidere di togliersi la vita sono gli uomini. 
 
La mortalità per suicidio aumenta con l’età e nel caso degli uomini è stato registrato un aumento esponenziale dopo i 65 anni, con un picco tra gli anziani. Una persona su cinque, nel nostro Paese, ha più di 65 anni.
 
Gli italiani si confermano anche sempre più sovrappeso e sedentari. Tra il 2001 e il 2012, in Italia è aumentata la percentuale degli obesi, passata dall’8,5 per cento al 10,4 mentre il 45,8 per cento dei maggiorenni è sovrappeso. Un problema sentito anche tra bambini e adolescenti: il 26,5 per cento di loro è sovrappeso.
 
I medici che hanno curato il rapporto avvisano che è “sempre più urgente incentivare l’offerta di servizi di prevenzione e politiche socio-sanitarie ad hoc che riducano la probabilità dei cittadini di ammalarsi e fronteggino i bisogni sanitari di una popolazione sempre più anziana, con l’insorgenza sempre maggiore di più malattie croniche nello stesso individuo”.