
L’allarme in Italia, è partito dai conteggi. Nei primi sei mesi del 2013 il numero dei casi di epatite A rispetto agli anni precedenti è aumentato del 135%. Secondo il sistema di sorveglianza epidemiologica per le epatiti si è passati da circa 190 casi a semestre nel 2011 e nel 2012 a 448 casi nel 2013. La maggior parte dei quali nelle regioni del centro e del Nord. La colpa? Dei frutti di bosco. Si consumano quasi sempre crudi, il contagio quindi è molto più facile. Il ministero della Salute emana quattro notifiche di allerta. Caccia ai lotti infetti…
Uno di questi, spiega il Corriere del Veneto, era veneto e proveniva dall’”Asiago food spa”. Il lotto numero 13036, in scadenza in febbraio 2015, è stato ritirato secondo quanto riporta il ministero per “presenza di virus HAV”. La “Asiago food spa” ha poi fatto i suoi controlli interni, sostenendo di non aver rinvenuto nessuna traccia. Ma continua a figurare tra i lotti, sostiene Corriere del Veneto, nonostante il “passato pericolo”.
In poco più di sei settimane sono stati segnalati 206 casi di epatite, 20 di questi in Veneto. Del totale 26 casi presentavano la stessa sequenza virale. Identica anche a quella del virus isolato da un campione di frutti di bosco surgelati, prelevato nel corso delle indagini. Nelle ultime settimane comunque il numero di infezioni sembra in calo.
