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Cronache
Vercellese,aiuti Covid negati a stranieri. Domiciliari per sindaco leghista

Terremoto politico giudiziario a San Germano Vercellese, piccolo comune di 1500 abitanti in provincia di Vercelli: nella mattinata di oggi i carabinieri della Compagnia di Vercelli hanno dato esecuzione a cinque misure cautelari personali emesse dal Gip del Tribunale di Vercelli che vedono quali destinatari, tra gli altri, il sindaco Michela Rosetta, e il consigliere comunale Giorgio Carando in precedenza assessore nello stesso Comune. Entrambi sono agli arresti domiciliari. Nella stessa operazione è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per Maurizio Bosco, consigliere comunale, già vice sindaco, ad un ex dipendente comunale, e a una quinta persona. Nell’ambito dello stesso procedimento sono stati sottoposti a indagini altri sette privati cittadini tra i quali due impresari edili.
   

Le accuse a vario titolo mosse a carico degli indagati riguardano diverse ipotesi di peculato, falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Vercelli ed effettuate dalla Sezione Operativa del Nor del Comando Compagnia Carabinieri di Vercelli, sono nate a seguito delle dichiarazioni rilasciate ai Carabinieri da un'impiegata del Comune di San Germano Vercellese.

La donna aveva denunciato di essere stata estromessa dalla gestione delle pratiche relative alle assegnazioni delle derrate alimentari acquistate dal Comune di San Germano con fondi statali, per destinarli ai cittadini  in difficoltà economiche a causa della pandemia.  L’estromissione, secondo la ricostruzione dei fatti, sarebbe stata decisa e messa in atto dal sindaco Rosetta e dall’allora assessore Carando. 

 Le indagini si sono protratte da febbraio a novembre 2020 anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Sono state installate anche microspie nel magazzino del Comune dove erano state riposte le derrate alimentari. I carabinieri hanno così potuto portare alla luce una serie di condotte illecite del sindaco e dell’allora assessore, nella gestione degli aiuti alimentari: dalla distribuzione delle derrate in modo non omogeneo per tipologia e quantitativi all’assegnazione degli aiuti senza tenere conto dei necessari requisiti, al punto da consegnare gli aiuti anche a nuclei familiari con redditi oltre i 7.000 euro mensili, mentre sarebbero stati estromessi dagli aiuti persone anziane non autosufficienti con redditi modestissimi e stranieri in situazione di evidente difficoltà, con figli minori e disabili. 

Le investigazioni hanno riguardato anche le vicende connesse all’abbattimento della ex chiesa del Loreto di San Germano, sottoposta a vincolo da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali, demolita il 3 febbraio 2020 su disposizione del primo cittadino, alla presenza degli allora vice sindaco, Maurizio Bosco, e assessore comunale, Giorgio Carando, in quella che venne all’epoca indicata come una scelta necessaria, adottata nell’emergenza scaturita dal crollo di una porzione della facciata principale dello stabile, avvenuto nel corso della messa in sicurezza da parte della ditta incaricata dallo stesso Comune. Dall’esito degli accertamenti espletati risulterebbe invece che il crollo sia stato appositamente causato, in accordo con l’impresa, proprio allo scopo di giustificare la conseguente immediata demolizione dello stabile.

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