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Decine di migliaia di persone sembrano così stufe della loro vita sulla Terra da essere pronte a emigrare su Marte. Secondo quanto riportato dalla Nbc, circa 78.000 persone avrebbero presentato la domanda per diventare coloni del Pianeta rosso all'organizzazione nonprofit 'Mars One', da quando le iscrizioni sono state aperte, lo scorso 22 aprile.

L'obiettivo di 'Mars One' sarebbe quello di portare quattro persone su Marte nel 2023, come avanguardia di una colonia permanente, da ampliare ogni due anni. "Con 78.000 domande in due settimane, questo si sta dimostrando il lavoro più desiderabile della storia" ha detto l'amministratore delegato e cofondatore dell'organizzazione, Bas Lansdorp. "Questi numeri - ha aggiunto - ci portano sulla strada verso il nostro obiettivo di mezzo milione di candidati".

Secondo 'Mars One', portare quattro persone su Marte nel 2023 costerà circa 6 miliardi di dollari. L'organizzazione, di base in Olanda, ha in progetto di coprire la maggior parte delle spese con una sorta di reality televisivo, con cui documentare tutte le fasi della missione, dalla selezione degli astronauti ai primi anni di vita dei coloni sul pianeta. Per presentare la propria candidatura, c'è tempo fino al 31 agosto; bisogna avere almeno 18 anni e spedire un video di un minuto per spiegare i motivi della candidatura. Finora, alla nonprofit sono arrivate candidature da più di 120 Paesi, con in testa Stati Uniti, Cina e Regno Unito.

 

 

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ALIENO RITROVATO IN CILE, RIAPERTO IL CASO

- Steven Greer, medico statunitense e fondatore delle associazioni  ufologiche (senza scopo di lucro) CSETI (Centro per gli studi sull’intelligenza extraterrestre) e Disclosure Project (rivolto a produrre prove e testimonianze sui fenomeni UFO), sostiene da anni di essere in contatto diretto con gli alieni e di comunicare con loro abitualmente. Ora, il medico diventa anche regista, precisamente di un documentario su Sirius, l’alieno di circa 15cm ritrovato qualche anno fa nel deserto dell’Atacama, in Cile. Con “Sirius”, Greer vuole riaprire il caso raccontando i risultati delle analisi svolte, riportare l’attenzione sulla questione della vita aliena e chiedere l’opportunità di poter rivelare liberamente importanti informazioni riguardo le forme di vita extraterrestri approdate sul nostro pianeta.

 

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A proposito dei visitatissimi file dell'Fbi sugli Ufo...

Parla di tre dischi volanti che sarebbero stati recuperati in New Mexico negli anni 1950 il visitatissimo rapporto dell'Fbi, stilato da Guy Hottell, e che può già contare su oltre un milione di click sul sito dell'agenzia. E proprio a proposito di questi documenti resi pubblici dall'Fbi, pubblichiamo il commento del dottor Angelo Carannante, Presidente del Centro Ufologico Mediterraneo:

E’ inutile dare credito e illudersi più di tanto riguardo a questi ennesimi documenti che vengono messi a disposizione di tutti. Il cover up è ferreo e indistruttibile. Nel filmato si parla di questi presunti alieni di minuscole dimensioni e di ufo, ma anche di informazioni non di prima mano. Guarda caso. Si dice anche del fatto che i casi non sono stati investigati più di tanto. Ma ci vogliamo prendere in giro? Tutto quello che viene messo online comprese le aperture degli archivi, è puro fumo. Anzi vi è di più: è mera disinformazione. Credetemi, quale Presidente del C.UFO.M. ed avendone viste tante, penso che l’atteggiamento di tutti i governi è improntato al sistematico discredito del fenomeno ufo. L’alternativa, pure possibile, è che nessun “umano” ci abbia capito niente perché tecnologicamente tra noi e i presunti alieni c’è un gap a dir poco spaventoso.E’ come se una persona di duecento anni or sono cercasse di capire il funzionamento dell’odierna civiltà. Brancolerebbe nel buio più assoluto. Non sappiamo per certo se effettivamente siano stati recuperati dischi volanti precipitati e se la retro ingegneria con riguardo agli ovni sia stata effettivamente messa in pratica cosa che ritengo difficile. Si immagini un sottomarino nucleare proprio in mano ad uomini di duecento anni or sono. Sarebbe pericolosissimo la sua manipolazione e i nostri antenati avrebbero a che fare con dei materiali non ancora inventati. Lo stesso vale per presunti ufo precipitati. L’unica possibilità plausibile, anche per spiegare il vorticoso ed incredibile sviluppo tecnologico, specie nell’elettronica, sarebbe proprio una collaborazione con degli alieni.Grossi casi sono coperti al più alto livello di segretezza. Riuscirebbe difficile pensare ad un contatto diretto già avvenuto. Il caso Medvedev lascia molti interrogativi e sembra che la posizione della stampa italiana, che in un primo momento era stata criticata come troppo possibilista, negli ultimi tempi sia stata rivalutata alla luce di nuovi sviluppi della questione.  In Italia, il caso più importante di presunti contatti con alieni è quello di amicizia. Mi ha colpito un riscontro tra cose raccontate nel libro “Contattismi di massa” di Stefano Breccia ed un caso del C.UFO.M. indagato a Somma Vesuviana alle pendici del Vesuvio. Nel testo si narra che, quando i W56, alieni protagonisti di Amicizia, arrivavano o ripartivano con le loro astronavi, i contattati osservavano come se il cielo e le stelle si deformassero. La stessa cosa raccontata dai testimoni di Somma Vesuviana che sono a digiuno di ufo e che quindi non conoscono Amicizia. I W56 se ne andarono molti anni or sono. Dissero che sarebbero ritornati agli inizi degli anni 2000. Forse ci siamo. Tutte coincidenze? Il tempo dirà. Resta fermo che, come sostengo in ogni occasione, il genere umano avrà la conferma definitiva che gli alieni esistono solo quando si riveleranno definitivamente oppure quando saranno mostrate prove inoppugnabili della loro presenza. Fino ad allora è bene conservare una sana prudenza. Ma, indubbiamente, gli indizi, se non prove quasi certe, sono tanti. Troppi!

 



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