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Cronache

Il Ministero dell’Economia e Finanze ha appena divulgato dati che parlano di una flessione del 5,8% (-368 milioni di euro) nei primi 7 mesi dell'anno delle entrate dell'imposta sul consumo dei tabacchi attribuendola, in parte, al calo dei consumi determinato dalla diffusione delle sigarette elettroniche. “Siamo ancora una volta stupiti dal fatto che, dopo che abbiamo richiesto esattamente un mese fa al MEF i dati reali sull’impatto delle sigarette elettroniche sul calo dell'imposta sul consumo dei tabacchi, non solo lo stesso Ministero non ci abbia dato alcuna risposta, ma abbia addirittura ribadito questo dato che, a questo punto, ci pare una vera e propria presa di posizione politica”.

Questo il commento del presidente dell'Anafe, Massimiliano Mancini, che contesta i dati ricordando come "il Mef durante la discussione del DL Lavoro- IVA ammetteva di non avere dati sul settore delle e-cig". ''Chiediamo ufficialmente al Mef di fornire il dato reale sull'incidenza delle sigarette elettroniche rispetto alle minori entrate fiscali e i dati relativi alle imposte versate dagli oltre 4.000 negozi di sigarette elettroniche'', dice ancora chiedendo al Mef "a quanto ammonterebbe la sicura riduzione di entrate fiscali, in termini di Iva,Ires, Irap e dazi doganali, derivanti dall'altrettanto sicura chiusura dell'80% dei produttori e rivenditori di e-cig,. Ci chiediamo inoltre se il MEF, insieme al Ministero della Salute, abbia fatto una valutazione dei minori costi sociali che deriverebbero dalla riduzione dei tumori al polmone attraverso l’uso della sigaretta elettronica. Una cifra che il prof. Umberto Veronesi ha stimato in 600 milioni di euro".

L'Associazione Nazionale Fumo Elettronico ricorda inoltre al MEF di tenere nella debita consdiderazione anche il fenomeno del contrabbando. "Ci chiediamo perché non se ne tenga conto e non ci sia alcuna campagna in corso per fermarlo” conclude Mancini “dal momento che, secondo uno studio Nomisma, si tratta di un fenomeno che ha raggiunto quasi il 10% del mercato delle sigarette tradizionali, con un impatto di circa 1,4 miliardi sulle casse dello Stato". Mancini infine chiede al MEF di "avviare uno studio approfondito del settore. Conoscere per deliberare, questa dovrebbe essere la regola. E se si conoscesse meglio il settore delle sigarette elettroniche lo si incoraggerebbe, evitando di cercare di distruggerlo per fare un favore a qualche lobby ben organizzata”.

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