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Cronache

Santo subito, avevano urlato in tanti in San Pietro quell'8 aprile 2005, giorno dei suoi funerali. Potrebbe esserlo davvero, Giovanni Paolo II al secolo Karol Wojtyla da Wadowice - Polonia. E magari in accoppiata con Angelo Giuseppe Roncalli da Sotto il Monte. Entrambi santi, forse a dicembre, chissà. Ma le cose non sarebbero così automatiche com il partito polacco ancora presente e attivo in Curia lascia credere.

E PAOLO VI?- Non sono pochi quelli che, alla notizia della prossima canonizzazione del Papa polacco (secondo il vaticanista Saverio Gaeta, che ne ha scritto su "Credere", sarebbe stato riconosciuto un miracolo compiuto su una 73enne di Varazze, in fin di vita, alla quale sarebbe apparso Giovanni Paolo II) si sono posti la domanda: e Paolo VI? Sì perché il Papa bresciano è arrivato alla fine del percorso verso la beatificazione, secondo gradino che porta alla santità (il primo è la proclamazione a Venerabile), e sarebbe tutto pronto per la cerimonia che potrebbe essere celebrata a ottobre, mese in cui cade l'anniversario (giorno 11) dell'apertura del Concilio Vaticano II e poi perché sarebbe la degna chiusura dell'Anno della Fede voluto da Benedetto XVI proprio sulla scia di quello indetto nel 1967 da Giovanni Battista Montini.
 


CORSE, RICORSI E REAZIONI- Chi avanza dubbi sulla canonizzazione Roncalli-Wojtyla espone due motivi ulteriori. Il primo: nel caso di Roncalli sarebbero emersi dei documenti - di cui Affaritaliani ha già parlato il mese scorso - che potrebbero rappresentare un rallentamento nel processo di canonizzazione. Il secondo: bene la canonizzazione di Wojtyla, ma Montini non è ancora beato. E non sarebbero pochi i bresciani che potrebbero restare perplessi davanti a questa corsa alla gloria degli altari che sembra ormai ossessionare il partito polacco, o la "polacchità" come veniva chiamata al tempo in cui Wojtyla era vivo. Fin dall'elezione di Francesco, il 13 marzo scorso, si sono susseguiti annunci - anche in bocca all'ex segretario Stanislao Dziwisz, per 40 anni accanto a Giovanni Paolo II e oggi cardinale Arcivescovo di Cracovia - di una canonizzazione record per il Papa polacco, addirittura con la data: il 20 ottobre prossimo, domenica. Una giornata a metà tra il 16 (anniversario dell'elezione nel 1978, 35 anni fa) e il 22 (giorno della Messa d'inizio pontificato). Per adesso non c'è ancora niente di certo e il Papa non ha ancora deciso nulla. Ma, come dicevamo, nei Sacri Palazzi c'è chi esprime i suoi dubbi su quello che qualifica come un "assalto alla diligenza, che peraltro non ha motivo di essere perché non c'è bisogno di correre".

CHE NE PENSA RE?- Chi è perplesso su questo derby della santità, pone l'accento sulle perplessità che potrebbero derivare appunto dai bresciani - e più in generale dai lombardi - presenti in Curia. E sono tanti. E hanno soldi per opere pie. E nel mondo cattolico contano da sempre. Un esempio? Bresciano era, per esempio, il notaio Giuseppe Camadini, morto l'anno scorso e personaggio di altissimo valore nella finanzia bianca, presidente dell'Istituto Paolo VI di Brescia. L'erede, Giovanni Bazoli, è un buon amico del cardinale Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi ma con un prestigio e un peso ancora molto importanti, a sua volta amico di Camadini. Bresciano è, per esempio, monsignor Giovanni Ricca attuale prelato dello IOR voluto da Francesco. E Bazoli è da sempre un buon cattolico impegnato a favore della Chiesa: la sua famiglia viene dalla borghesia cittadina (i Camadini dalla Valcamonica), la stessa da cui vengono i Montini. Insomma, la mancata beatificazione di Paolo VI, costretto a cedere il passo a Wojtyla e Roncalli, potrebbe non essere così indolore e automatica come viene presentata. Tanto che qualcuno arriva a ipotizzare che un gesto simile potrebbe suonare come "uno smacco" potenziale per i bresciani.

Antonino D'Anna

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