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Cronache

di Antonino D'Anna

Saranno santi il 27 aprile 2014, domenica, nella festa della Divina Misericordia. Nel corso del Concistoro di stamattina Papa Francesco ha fissato la data in cui Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII saranno beati. La giornata non è casuale, visto che Karol Wojtyla è stato un grande devoto del culto della Divina Misericordia introdotto dalla connazionale Santa Faustina Kowalska. Arriva quindi al punto finale il lungo percorso (per Angelo Giuseppe Roncalli) che vedrà finalmente santi due dei più importanti Papi del '900.

L'UOMO DEL CONCILIO- La figura di Giovanni XXIII (1958-1963) è una delle più amate e conosciute nel mondo. Il Papa venuto da Sotto il Monte in provincia di Bergamo prese il timone della Chiesa cattolica alla morte di Pio XII e nel gennaio 1959 compì il passo che stravolse non pochi (e continua a stravolgere, a leggere certi siti internet odierni): l'annuncio della convocazione di un Concilio Ecumenico che avrebbe dovuto dichiare chiuso il Vaticano I interrotto nel 1870 dalla conquista di Roma, e l'aggiornamento della Chiesa al XX secolo. Sebbene figura conservatrice (non voleva che i suoi seminaristi, ad esempio, andassero in bicicletta o accettassero passaggi da donne), personalmente attento alla conservazione del rito di San Pio V (da lui aggiornato nel '62 con alcune modifiche tra cui l'abolizione del “perfidi” riferito ai Giudei nel Messale della Settimana Santa), Roncalli ebbe un'intuizione profetica che un cancro gli impedì di vedere andare in porto. Toccherà al successore, Paolo VI (1963-1978) concludere il Concilio Ecumenico Vaticano II. Uomo dell'apertura e del dialogo, chiamato da tanti “Papa buono” (“Più che buono, era misericordioso”, ama precisare il suo ex segretario monsignor Loris Capovilla), ebbe modo di intervenire durante la crisi di Cuba del 1962 e di incontrare la figlia di Kruscev l'anno dopo. È diventato beato nel 2000 insieme a Pio IX: al tempo si parlò della beatificazione di Papa Mastai Ferretti – avvenuta sotto Wojtyla – aggiunta a scopo “riequilibrativo” di quella roncalliana, vista di segno “progressista”. Giovanni XXIII è diventato santo senza miracolo, prassi straordinaria autorizzata da Papa Francesco (che, se eletto nel 2005 si sarebbe chiamato Giovanni XXIV) il 5 luglio scorso.

L'UOMO DEL MURO- Su Giovanni Paolo II si è scritto molto e ancora se ne scriverà. Figlio di un ex ufficiale dell'esercito asburgico, orfano di madre in tenera età, perde presto il fratello Mundek e a 20 anni si ritrova da solo al mondo. Attore in gioventù, si mantiene come operaio Solvay nella Seconda guerra mondiale. Divenuto sacerdote nel '46, nel '58 è vescovo e nel '64 Arcivescovo di Cracovia, cardinale nel '67. Il suo nome gira timidamente nel corso del primo conclave del '78, quando viene eletto Albino Luciani che regna 33 giorni; al secondo Conclave viene eletto il 16 ottobre. Primo Papa in molte cose: a parlare dalla Loggia delle Benedizioni (“Se mi sbaglio mi corrigerete”), viaggiare per tutto il mondo in lungo e in largo (Paolo VI aveva simbolicamente toccato tutti i continenti), scrivere, sciare, nuotare (con annesse foto paparazzate e polemiche). Il Papa polacco si batte per la caduta del comunismo e per la libertà del suo paese, uscendone vittorioso con la caduta del muro nel 1989. Colpito a morte nel 1981 da Ali Agca, si salva miracolosamente (“Una mano ha sparato, ma un'Altra ha deviato la pallottola”, dirà) e vede nella sua vicenda il compimento del Terzo Segreto di Fatima, rivelato durante il Giubileo del 2000. Se Roncalli incontra la figlia di Kruscev, a Wojtyla tocca Gorbaciov a capo di un'Unione Sovietica ormai moribonda. Dopo la caduta del comunismo si occupa di pensare alla riforma del capitalismo (enciclica Centesimus Annus, 1991), si batte per le radici cristiane dell'Europa (senza successo), vara negli anni '90 la dottrina dell'ingerenza umanitaria (con la guerra nell'ex Jugoslavia) insieme al suo segretario di Stato Angelo Sodano. La sua predicazione, molto ampia e attenta a quasi tutti gli aspetti della società, ha marcato molto l'accento sulla morale sessuale e la tutela della famiglia. Morto nel 2005, è santo per due miracoli: uno, la guarigione dal Parkinson di una suora francese, che gli è valsa la beatificazione nel 2011 e la guarigione miracolosa di una donna costaricana colpita da aneurisma che è stato il giusto viatico per la canonizzazione.

BAGNASCO, MOLTO RUMORE PER NULLA- Per finire. È circolata ieri la notizia – prontamente smentita dalla CEI – di un possibile passo indietro del cardinale Angelo Bagnasco, attuale presidente dei vescovi italiani. Questo perché, stando a quanto affermato dal Corriere della Sera, il Papa starebbe per riformare lo Statuto della CEI per abolire la nomina papale del capo dei vescovi tricolore e renderla elettiva come accade nelle altre Conferenze Episcopali del mondo. Da Oltretevere fanno osservare ad Affaritaliani che “non tutto è così facile come sembra. Per la riforma di uno statuto ci vogliono mesi, Bagnasco può dormire sonni tranquilli”. E la smentita della CEI sembra proprio sottolinearlo.

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