Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Yara, l’avvocato di Bossetti: “Su internet nessuna ricerca, solo pop-up”

Yara, l’avvocato di Bossetti: “Su internet nessuna ricerca, solo pop-up”

OMICIDIO YARA/ “Non c’è nessuna navigazione su siti pedopornografici da parte di Bossetti, non c’è alcuna detenzione di materiale pedopornografico, sono solo dei pop-up automatici che si aprono su determinati siti”. L’avvocato di Bossetti difende così il suo assistito

“Non c’è nessuna navigazione su siti pedopornografici da parte di Bossetti, non c’è alcuna detenzione di materiale pedopornografico, ci sono delle stringhe di ricerca che sono state create dalle macchine: nessuno su Google cerca le cose coi trattini ‘13enne-rosse-x-sesso’. C’è una sola ricerca, peraltro”.

Così Claudio Salvagni, avvocato di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, intervenuto a Effetto Giorno, su Radio 24, nel giorno della presentazione della nuova istanza di scarcerazione. In che senso create dalle macchine? “Sono dei pop up. Quando uno va su un sito, a contenuto anche pornografico, ma lecito, si autogenerano delle ricerche per invogliare chi guarda a entrare in determinati siti. Ed è strano che ci sia la ricerca, ma non c’è la visita o la navigazione sul sito. Ricerca, peraltro, fatta in quel modo: non conosco nessuno che faccia ricerche digitando in quel modo. Abbiamo presentato una controperizia sia per quanto riguarda la parte genetica, sia per la parte informatica”.

Per quanto riguarda i tessuti del furgone trovati sui leggins di Yara, secondo Salvagni “anche questo è un tentativo di distogliere l’attenzione dal focus, ossia la mancanza di risposte scientifiche sul DNA. Relativamente ai peli di tessuto, ci si consenta di usare questo paragone, o questi hanno a loro volta un DNA che si può confrontare con quelli del furgone di Bossetti e quindi ci è un’univocità, oppure identificano solo un tessuto utilizzato per vetture, autocarri, treni e in tantissime occasioni”.

Infine sul DNA: “Il primo elemento più importante è che non ci sia stata una risposta scientifica al dubbio che abbiamo sollevato, ossia l’incompatibilità tra le risultanze del DNA nucleare con quello mitocondriale, questo elemento è stato bypassato dal giudice senza fornire una spiegazione a nostro giudizio valida. Riteniamo che sia un elemento insormontabile”. Il giallo sull’omicidio di Yara continua.