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Yara, Bossetti e l’ossessione per le 13enni rosse vergini

Yara, Bossetti e l’ossessione per le 13enni rosse vergini
massimo bossetti
“Ragazzine rosse tredicenni, vergini”. Questa la ricerca ossessiva che Massimo Bossetti, il manovale indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio, faceva dal suo computer. A rivelarlo è la perizia informatica consegnata ai pm
Yara, Bossetti e l’ossessione per le 13enni rosse vergini
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Yara, Bossetti e l’ossessione per le 13enni rosse vergini

Massimo Bossetti aveva un interesse morboso per le ragazzine sosia di Yara Gambirasio fin dal 2002. Sono i risultati della perizia informatica consegnata ai pm. Una radiografia che rivela, dice il gp Vincenza Maccora, la personalità di un soggetto indagato per l’omicidio di una ragazzina tredicenne”, rivela Repubblica.

I tecnici della procura hanno messo ai raggi x il computer di Bossetti e hanno trovato, non senza fatica visto che il manovale di Mapello cercava di non lasciare tracce, le ricerche web fatte dall’indagato. E spuntano, appunto, visite a siti porno per trovare bambine molto simili a Yara.

La relazione tecnico informatica depositata in procura potrebbe essere la nuova prova chiave contro Massimo Bossetti, quel movente che è alla base dell’omicidio della 13enne di Brembate. Bossetti aveva un’ossessione per il sesso delle ragazzine, cercava 13enni vergini. Sarebbe questo, secondo il pm Letizia Ruggeri, il movente dell’omicidio.

Cercava di coprire le tracce – Navigazione privata, Sandbox, Ccleaner: Bossetti faceva di tutto per non lasciare tracce sul suo portatile quando andava su Google per quelle morbose ricerche. E abitualmente lo “ripuliva” evitando di far trovare in cache qualcosa di compromettente. L’ultima sua ricerca compromettente è datata 29 maggio 2014, diciotto giorni prima dell’arresto. Si trovava a casa (e non sul cantiere come ha dichiarato agli inquirenti) e navigava cercando “ragazzine”.