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Cronache
Yara, doppio giallo: i peli sul cadavere e le celle telefoniche

Migliaia di persone sono state sentite per il prelievo del Dna da quando Yara è scomparsa nel novembre 2011. Tra queste anche molte persone vicine al presunto killer Massimo Bossetti. L’uomo che oggi è accusato di aver ucciso Yara Gambirasio era attorniato da persone, familiari, amici e conoscenti, che venivano chiamate dai carabinieri per un prelievo di saliva, utile per un confronto con il Dna isolato dai vestiti della ragazzina. Eppure lui non è stato chiamato  nonostante il suo telefonino avesse agganciato la cella di Mapello alle 17,45 del 26 novembre, un’ora prima che Yara sparisse: perché?

Un retroscena sulle indagini c’è, secondo quanto ricostruisce il Corriere di Bergamo: c'è il dubbio di un pasticcio sugli elenchi delle celle telefoniche. Perché diversi sono i soggetti incaricati delle indagini che utilizzarono i dati forniti dalle compagnie di telefonia sugli utenti che il 26 novembre, o nei giorni precedenti e successivi, avevano agganciato le celle della zona di Brembate Sopra e dell’Isola bergamasca.

Iniziarono i carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo a concentrarsi sulle celle telefoniche, acquisendo dalle diverse compagnie di comunicazione una serie di "supporti hardware", quindi cd o dvd, contenenti migliaia di file compressi, mettendoli su due server installati ad hoc in procura.

Dopo i carabinieri del nucleo investigativo all’inchiesta aveva iniziato a lavorare anche la squadra mobile di polizia. E anche gli uomini della questura, utilizzando una propria chiave di accesso ai server della procura, avevano estrapolato gli stessi lunghissimi elenchi dei carabinieri. Un doppione forse dovuto a una rivalità tra inquirenti, che sicuramente non era mancata nei primi mesi dell’inchiesta.

Poi, è stata la volta del Ros dei carabinieri e dello Sco della polizia. Nuove estrapolazioni, spesso sugli stessi elenchi già analizzati dai colleghi, stessi dati da estrarre rischiando di rendere saturi i server in procura, in tutto quattro passaggi per un unico lunghissimo lavoro.

Il dato oggettivo è che Massimo Bossetti era anche nell’elenco finale di circa 120 mila contatti telefonici da mettere sotto la lente: c’era anche lì dentro la sua telefonata al cognato alle 17,45 del 26 novembre. Ma la chiamata per il Dna - basata sulle celle - per lui non è mai arrivata.

Nuove informazioni per l'inchiesta su Yara arrivano da un altro test del Dna, quello sui peli ritrovati sul cadavere della ragazzina: un esame che "scagiona" Massimo Bossetti. Su 200 tracce trovate sul corpo di Yara, nel campo di Chignolo d’Isola, ci sono soprattutto peli di animali o fibre inorganiche. Ma sono stati trovati anche alcuni peli umani. Era già trapelato che non appartenessero a Massimo Bossetti. Se non sono suoi, allora a chi appartengono? Sulla base dei dati scientifici raccolti fino ad ora non è dato saperlo. 

 

 

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