Esattamente quattro anni dopo il ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio e’ stata dichiarata chiusa l’indagine sul suo omicidio. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari e’ stato notificato ieri pomeriggio dal pm Letizia Ruggeri a Claudio Salvagni, avvocato difensore dell’unico indagato Massimo Bossetti, arrestato il 16 giugno dell’anno scorso. L’indagine si e’ tradotta in oltre cinquanta faldoni di materiale per un totale di 60 mila pagine. Due i reati contestati a Bossetti.
Il primo e’ l’omicidio, con le aggravanti di avere “adoperato sevizie e aver agito con crudelta’” e di avere “approfittato di circostanze di tempo (in ore serali/notturne), di luogo (in un campo isolato) e di persona (un uomo adulto contro un’adolescente di 13 anni) tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”. Il secondo e’ la calunnia nei confronti di Massimo Maggioni, uno dei colleghi del cantiere di Palazzago in cui lavorava all’epoca del delittom che in uno dei primi interrogatori Bossetti aveva accusato dell’omicidio (erano state poi svolte indagini che avevano escuso ogni responsabilita’ del muratore nella vicenda). Ora la difesa avra’ venti giorni di tempo per acquisire copia del fascicolo, chiedere un nuovo interrogatorio dell’indagato o depositare memorie difensive scritte. Qundi il pm potra’ chiedere il processo, che si calcola dovrebbe iniziare attorno a luglio.
E dalle carte della Procura spuntano anche nuovi dettagli che inchiodano il muratore: le giovanissime vicine di casa ‘spiate’ su Facebook e la testimonianza di una donna che ha raccontato di aver visto Bossetti nel supermercato a Brembate che Yara frequentava con la zia.







