
Le indagini sul sequestro e l’omicidio di Yara Gambirasio si sono chiuse ieri, ma questo non significa che il lavoro degli investigatori si sia fermato. Si è saputo ora che pochi giorni prima della scadenza dei termini il pm Letizia Ruggeri ha predisposto un nuovo esame del Dna.
Finora le indagini si erano appuntate proprio sulle tracce di materiale genetico prelevate dal sangue che l’assassinio, probabilmente ferendosi durante la colluttazione con la tredicenne, ha lasciato sugli abiti della vittima. Ora però i nuovi accertamenti (affidati al Centro di genomica e bioinformatica traslazionale dell’ospedale San Raffaele di Milano) riguardano centinaia di peli e cellule epiteliali trovati sui vestiti di Yara, e che finora non erano state valutate.
Questo perchè il cadavere era rimasto esposto per tre mesi all’aperto e quindi è probabile che si tratti di materiale che non appartiene all’assassino ma ad animali o alla stessa vittima, o che sia stato portato dal vento. Si spera che dall’analisi si possa scoprire qualcosa di nuovo. Il laboratorio dovra’ cercare di rianalizzare anche le tracce di sangue da cui i tecnici del Ris avevano tratto la sequenza genetica utilizzata in questi due anni indagini, quindi ricostruire di nuovo la relativa sequenza del Dna e cercare eventuali nuove informazioni sull’assassino.
