La valenza probatoria dell’esame del Dna a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, non è in discussione. Lo ha precisato in una nota il procuratore di Bergamo, Francesco Dettori, dopo che negli ultimi giorni, in seguito all’intervento dell’avvocato Claudio Salvagni, legale di Bossetti, si erano avanzate ipotesi sul fatto che il test effettuato sulle tracce di Dna ritrovate sugli indumenti della ragazzina potessero non appartenere al carpentiere di Mapello in carcere dallo scorso 16 giugno.
Ecco il comunicato diffuso dal procuratore Francesco Dettori e riportato dall’Ansa: “Sulle notizie apparse sui mezzi di comunicazione di massa in ordine alla valenza probatoria del DNA repertato e utilizzato nel processo a carico di Massimo Giuseppe Bossetti, mettendola in qualche modo in discussione e incentrando le relative critiche sulla distinzione tra DNA mitocondriale e DNA nucleare, la Procura della Repubblica di Bergamo ribadisce che tale profilo è stato già oggetto di ampia e approfondita valutazione in sede di accertamenti tecnici, con i risultati ampiamente conosciuti e che tali evidentemente rimangono”.

