Yuka, l’app francese accusata di colpire le eccellenze alimentari italiane: “La nutrizione funziona in modo diverso”
C’è un app francese chiamata Yuka che sta facendo arrabbiare il settore alimentare in Italia. Il servizio nato nel 2020 aiuta ad orientare le scelte in termini in dieta, ma lo fa limitandosi a riportare i valori nutrizionali, senza considerare però elementi importanti come l’equilibrio alimentare complessivo, frequenza di assunzione e quantità. La mortadella Bologna IGP su Yuka ottiene quindi un punteggio di 0 su 100, mentre la bresaola della Valtellina si ferma a 7. Male anche eccellenze italiane come il Grana Padano, Parmigiano Reggiano e il prosciutto di San Daniele, penalizzati per l’elevata presenza di sale, zuccheri e grassi. L’app è utilizzata da oltre 80 milioni di utenti nel mondo, di cui 8 milioni in Italia, ed è stata ufficialmente criticata da Confagricoltura e Confcooperative Fedagri.
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“Credo che il limite principale di applicazioni come Yuka sia prima di tutto metodologico. – spiega il dott. Enrico Veronese, biologo nutrizionista, a Il Fatto Quotidiano – Si tratta di sistemi che valutano il singolo alimento in modo isolato, attraverso un algoritmo che combina alcuni parametri restituendo un punteggio sintetico. Il punto è che la nutrizione non funziona in questo modo: il valore di un alimento emerge sempre dal contesto in cui viene consumato”.
Yuka a marzo era già finita nel mirino del presidente della Commissione agricoltura della Camera, Mirco Carloni, che l’accusava di colpire il Made in Italy sulla base di criteri anti scientifici. La responsabile legale dell’app, Louise Decarsin, come riportato da Il Fatto Alimentare, aveva quindi risposto che “la valutazione di Yuka si basa, per la parte nutrizionale, sul Nutri-Score, oggetto di oltre 150 pubblicazioni scientifiche che ne confermano la validità dell’algoritmo e i benefici nel migliorare la salute dei consumatori. La parte della valutazione relativa agli additivi si fonda anch’essa su numerosi studi scientifici di riferimento, analizzati dal nostro team scientifico e citati direttamente nell’app, ed evidenzia effetti negativi di additivi autorizzati sul mercato europeo”.

