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Culture
Achille Castiglioni, architetto e designer: la mostra a Chiasso
Achille Castiglioni, Toio (lampada), 1972 (foto di Matteo Zarbo) Archivio Fondazione Achille Castiglioni

di Simonetta M Rodinò

 

Schizzi, disegni, modelli, testimonianze video, oggetti originali e prototipi parlano di Achille Castiglioni, uno tra i grandi protagonisti della stagione d’oro del design italiano degli anni Sessanta, più volte Premio Compasso d’oro.

 

La rassegna “Achille Castiglioni (1918-2002) visionario. L’alfabeto allestitivo di un designer regista”, ospitata nelle sale del m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera), ricostruisce la storia del concepimento dei lavori e delle architetture che l’artista milanese realizzò insieme a suo fratello maggiore Pier Giacomo e, in seguito alla prematura morte nel 1968, da solo.

 

Un’intensa attività professionale in cui elaborò 484 allestimenti e più di 150 oggetti.

La mostra si articola nelle quattro piccole sale seguendo un’impostazione tematica e non cronologica: accolti all’ingresso da un paio delle famose lampade Arco - realizzate da entrambi nel 1962 -, si passa nella prima stanza, dove accanto a un elmo da palombaro – uno dei tanti oggetti comperati nel mercatino milanese dei Navigli - una lampada cilindrica è studiata per contenere nella base aperta un gattino freddoloso.

Pochi oggetti che danno l’idea di quanta ironia appartenesse al personaggio.

 

Ecco poi gli allestimenti dei padiglioni della Rai, dell’Eni, di Montecatini per manifestazioni fieristiche, fino ai progetti per la cultura, per l’innovazione e per l’esposizione dei prodotti: ogni elemento è studiato con precisione, ogni peso è calibrato. Insomma una sorta di racconto per immagini.

 

Una mostra sostanzialmente documentaria che propone una trentina di oggetti, alcuni icone del design: tra questi, le lampade Noce e Gibigiana, il sedile da giardino Allunaggio, gli sgabelli Mezzadro e Sella, la sedia pieghevole Tric, il radiofonografo stereofonico RR126, le posate Dry, gli orologi Wall Clock e Rekord, la sedia Irma, pensata per la moglie e il suo mal di schiena…

 

L’esposizione, in  collaborazione con l’Archivio della Fondazione Achille Castiglioni con i figli Carlo e Giovanna, offre anche l’occasione per ricordare la stretta amicizia che legava Achille al graphic designer svizzero Max Huber (1919–1992.)

 

Uomo curioso - “se non siete curiosi …lasciate perdere”, affermava - che amava scherzare e spesso tornava a casa con oggetti di ogni tipo, comuni o meno, alcuni dei quali dopo un lungo studio sarebbero diventati prototipi, che rapporto aveva con i figli ?

“E’ stato il mio papà: molto presente, affettuoso. Non mi rendevo conto che doveva esser qualcuno di importante”, risponde Giovanna.

 

“Achille Castiglioni (1918–2002) visionario. L’alfabeto allestitivo di un designer regista”

m.a.x. museo - Via Dante Alighieri 6 - Chiasso - Svizzera

31 maggio – 23 settembre 2018

Orari: martedì–domenica 10.00–12.00 e 14.00–18.00; lunedì chiuso

Chiusura estiva: da lunedì 30 luglio a lunedì 20 agosto  compresi

Ingressi: intero CHF 10.-; ridotto (AVS, AI, studenti, TCS, TCI, FAI SWISS, FAI, convenzionati) CHF 7.-

Infoline: 0041 58 122 42 52

www.centroculturalechiasso.ch

 

 

Tags:
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