Non si tratta soltanto di un cambio di indirizzo, ma della fine di una lunga presenza nel cuore della capitale. Dal 1922 la biblioteca occupava infatti le sale del piano rialzato di Palazzo Venezia, diventate nel tempo un punto di riferimento per studiosi, ricercatori e appassionati di archeologia, storia dell’arte e cultura visiva.
La chiusura è stata disposta dall’Agenzia del Demanio nell’ambito del progetto di trasferimento dell’istituto. Per accompagnare questa fase e ridurre i disagi agli utenti, resta attivo il servizio di riproduzione e invio dei titoli, che potrà essere potenziato quando necessario e nei limiti previsti dalla normativa.
Un patrimonio di oltre 350mila documenti
La BIASA -così è chiamata-custodisce una delle raccolte più importanti d’Europa dedicate all’archeologia e alla storia dell’arte. Il patrimonio comprende circa 350mila unità bibliografiche, tra monografie, periodici, manoscritti, fotografie, stampe, carte geografiche, disegni tecnici e materiali iconografici, dall’antichità fino all’età contemporanea.
Un insieme vastissimo, cresciuto nel corso di decenni e adattato progressivamente agli spazi di Palazzo Venezia attraverso scaffalature, ballatoi e soppalchi. La biblioteca aveva già conosciuto un trasferimento temporaneo durante la Seconda guerra mondiale; nell’autunno del 1939, per ragioni di sicurezza, fu spostata alla Farnesina, dove rimase fino al 1947, prima di tornare nella sede storica.
Le sue origini risalgono, invece, al 1875, quando nacque un primo nucleo destinato alla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti. Nel 1922, con la fondazione dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, la biblioteca trovò la propria collocazione stabile a Palazzo Venezia.
Palazzo San Felice firmato Mario Botta
La nuova casa della BIASA sarà Palazzo San Felice, edificio storico affacciato sul Quirinale e finora mai aperto stabilmente al pubblico. La struttura è stata messa a disposizione della biblioteca dalla Presidenza della Repubblica, dopo l’autorizzazione concessa nel 2017 dal presidente Sergio Mattarella al Ministero della Cultura per un periodo di 25 anni.
Il progetto di trasformazione e rifunzionalizzazione è stato affidato all’architetto svizzero Mario Botta. Il cantiere, avviato nel 2023, dovrebbe concludersi entro giugno 2027. Con quasi 7mila metri quadrati, Palazzo San Felice offrirà spazi pari a circa il doppio di quelli della sede di Palazzo Venezia.
L’intervento non punta soltanto a trasferire libri e documenti. L’obiettivo è creare una biblioteca contemporanea, pensata come luogo di studio, ma anche di incontro, divulgazione e partecipazione pubblica. Il complesso comprenderà una piazza, un anfiteatro e tre cortili, in un progetto destinato a restituire alla città un edificio finora rimasto ai margini della fruizione collettiva.
Una nuova idea di biblioteca
Il passaggio da Palazzo Venezia a Palazzo San Felice rappresenta, dunque, una trasformazione istituzionale e culturale. La BIASA conserverà la propria funzione specialistica, ma sarà inserita in un contesto più ampio, dove la consultazione del patrimonio potrà convivere con attività culturali e iniziative rivolte a un pubblico più vasto.
L’operazione rientra nel Piano Strategico Grandi progetti beni culturali e nasce dalla collaborazione tra Presidenza della Repubblica, Ministero della Cultura e Agenzia del Demanio. Il nuovo complesso dovrebbe diventare operativo nel 2027, al termine dei lavori e del trasferimento dell’immenso patrimonio librario.
Il futuro oltre Palazzo Venezia
Per Palazzo Venezia si conclude, così, una presenza lunga più di un secolo. La BIASA lascia gli ambienti che ne hanno accompagnato la storia, ma non perde il proprio ruolo di presidio della ricerca, cambia sede, dimensioni e prospettiva.
Il trasloco sarà complesso e delicato, perché riguarderà materiali di natura e valore differenti, molti dei quali richiedono movimentazione, catalogazione e conservazione specializzate. La sfida sarà trasferire integralmente questo patrimonio senza interromperne la funzione pubblica e scientifica.
Nel 2027, quando Palazzo San Felice aprirà le sue porte, la biblioteca tornerà, dunque, a essere accessibile in una forma nuova; non più soltanto una straordinaria raccolta custodita nelle sale di Palazzo Venezia, ma un centro culturale aperto alla città e costruito intorno alla conoscenza.


