Come nascono le edizioni italiane più amate di fantasy e romantasy?
Entrare nella sede milanese de Il Castoro significa immergersi in un laboratorio di creatività dove la passione per la narrazione si fonde con una visione editoriale audace e contemporanea. Affaritaliani.it è stato accolto nel quartier generale della casa editrice per incontrare il team de Il Castoro OFF, la collana dedicata al mondo New Adult e Romantasy che sta rivoluzionando gli scaffali delle librerie italiane.
A guidare questa realtà è l’editor Giusy Scarfone, alla testa di uno staff giovanile e dinamico capace di intercettare i trend globali e trasformarli in fenomeni editoriali locali. Un team composto da: Matilde Becatti, social media manager; Benedetta Baraldi, art director; Martina Ravelli, produzione; Sara Capitani, redazione; Giulia Oglialoro, editor assistant; Claudia Pavich, diritti esteri.

Nato come marchio editoriale a parte in seno alla casa editrice Il Castoro, Il Castoro OFF si è rapidamente imposto per una cifra stilistica inconfondibile: non solo per la selezione accurata di storie che spaziano dal fantasy più cupo al cozy romance, ma anche per una cura maniacale del libro come oggetto fisico.
Edizioni impreziosite da sprayed edges, sovraccoperte che nascondono cover rigide originali e gadget appositamente studiati testimoniano una cura per il lettore che va oltre il semplice testo, rendendo ogni volume un’esperienza tattile e visiva da collezionare.
Il Castoro OFF nasce con un’identità molto precisa. Come si è evoluta questa visione?
“Il nostro cuore pulsante rimane il fantasy, ma ci siamo aperti al romance contemporaneo e a progetti speciali. Ormai il pubblico ci riconosce per un certo tipo di narrazione identitaria. È un mondo a parte, dove l’obiettivo è dare spazio a voci internazionali di rilievo — pensiamo a nomi già fortissimi in Francia o negli Stati Uniti — ma anche valorizzare il talento italiano”.
A proposito di autori italiani, come gestite il successo di saghe scritte a più mani come The Hidden Society delle sorelle Archer?
“È entusiasmante vedere viaggiare nel mondo le storie nate qui. I diritti di queste saghe vengono venduti all’estero, e nel settore audio o cine-televisivo. Un’autrice italiana non è mai lasciata sola: dall’acquisizione all’andare in stampa, c’è un lavoro costante.
Spesso, se la storia è già chiara nella testa dell’autrice, lavoriamo sulla saga completa; altre volte puntiamo su un primo libro molto forte che si chiude, per poi sviluppare il seguito insieme se il riscontro è positivo. Il supporto, il lavoro fianco a fianco e l’editing sono fondamentali per gestire la pressione, specialmente per i titoli più attesi”.

La vicinanza con i lettori sembra essere uno dei vostri punti di forza, anche attraverso eventi fisici.
“Assolutamente. Abbiamo sperimentato format come i corner dedicati, ad esempio Librerie.coop Zanichelli di Piazza Galvani a Bologna in occasione della conclusione di The Hidden Society. È un modo per far vivere la collana fuori dalle pagine. Ci piace capire chi è l’autrice dietro il testo e creare un legame che vada oltre il contratto editoriale. Vogliamo che i nostri libri siano “vivi”, che si vedano nelle librerie e che parlino il linguaggio dei lettori di oggi. A tal proposito, fioccano i bookclub e abbiamo grandi progetti in serbo per il Salone del Libro di Torino, mentre a Milano, alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, abbiamo inaugurato un temporary corner esclusivo, interamente dedicato a Il Castoro OFF: qui brindiamo insieme ai lettori per conoscerci dal vivo, tra libri, chiacchiere, eventi, ospiti. È uno spazio prezioso che, da qui a fine maggio, sarà pieno di storie, incontri e appuntamenti da condividere”.
Come si muove lo staff per scovare i nuovi trend? C’è molta attenzione ai social?
“Siamo un team che vive di pane e social, ma senza farci condizionare troppo dall’algoritmo. Seguiamo con estrema attenzione ciò che accade su TikTok e Instagram, tuttavia la nostra ricerca parte sempre dalla qualità della scrittura e dalla forza del world-building.
Lo staff è composto da professioniste giovanissime che appartengono allo stesso target dei nostri lettori: questo ci permette di avere una sensibilità naturale verso ciò che è catchy e ciò che invece risulta forzato. Non cerchiamo solo storie, ma veri e propri mondi in cui i lettori possano sentirsi rappresentati e sicuri”.
Il libro come “oggetto di culto” sta diventando centrale. Quanto incide la grafica sul successo di un titolo?
“Oggi il lettore non compra solo una storia, ma un’esperienza. L’estetica de Il Castoro OFF è una dichiarazione d’intenti. Investiamo moltissimo in nobilitazioni grafiche, perché sappiamo che la fisicità del volume è ciò che crea il legame affettivo iniziale.
Una sovraccoperta diversa dalla cover rigida, o dei tagli decorati, non sono semplici orpelli: sono il segno del rispetto che portiamo verso chi sceglie di dedicare il proprio tempo a un nostro autore.
È un lavoro di squadra che coinvolge grafici, traduttori e addetti alla produzione per garantire che l’edizione italiana sia spesso superiore a quella originale”.
Tra le molte proposte editoriali, qui ve ne proponiamo cinque, che abbiamo letto e recensito per voi.

1 – The Dagger and the Flame. Il pugnale e la fiamma di Catherine Doyle
In un panorama editoriale sempre più saturo di proposte, la pubblicazione da parte de Il Castoro OFF del romanzo di Catherine Doyle, The Dagger and the Flame. Il pugnale e la fiamma, si configura come un vero game changer nel genere romantasy.
Questo primo volume della saga The City of Fantome non è solo un’opera narrativa, ma un oggetto di design che punta tutto su un’estetica curata e un visual d’impatto: il libro arriva infatti in libreria con una cover e una sovraccoperta uniche, impreziosita da tagli e plance che richiamano i due schieramenti rivali, l’Ordine dei Mantelli e quello dei Pugnali. Si tratta di una scelta che invita il lettore a una partecipazione attiva, quasi a volerlo arruolare fisicamente tra le strade di Fantome.

La trama ci trasporta a Fantome, una città dalle atmosfere vibranti che ricordano la Parigi della Belle Époque, illuminata da lampioni a gas e percorsa da catacombe segrete. Qui la magia della Tenebra è una risorsa tanto rara quanto letale, contesa da due gilde nemiche: i ladri (i Mantelli) e gli assassini (i Pugnali).
In questo contesto underground si muove Seraphine, una ragazza in fuga dopo l’omicidio della madre che trova rifugio proprio presso i Mantelli. Il suo destino si incrocia con quello di Ransom, l’erede dell’Ordine dei Pugnali, un assassino dai capelli scuri e gli occhi d’argento incaricato di eliminarla. Lo scontro tra i due si trasforma rapidamente in una rivelazione: Sera possiede una magia ardente e sconosciuta che mette in crisi ogni certezza di Ransom.

Il punto di forza del romanzo risiede nella gestione magistrale del trope enemies-to-lovers. La furia ribollente di Sera si scontra con il temperamento malinconico e “byroniano” di Ransom, regalando scene cariche di tensione e uno slow-burn capace di togliere il fiato.
La narrazione è arricchita da personaggi secondari estremamente solidi, come i membri dei Mantelli (Val, Bibi e Theo), che fungono da fondamentale comic relief con il loro banter incalzante.
In merito alla genesi dell’opera, Catherine Doyle ha dichiarato in un’intervista rilasciata a The Bookseller: “Volevo scrivere qualcosa che sembrasse antico e al tempo stesso pericolosamente moderno. Fantome è nata dal mio amore per le città che nascondono segreti sotto la superficie, dove ogni angolo può celare un mostro o un amante”.
La Doyle, autrice di bestseller internazionali già nota per la serie Twin Crowns e la trilogia The Storm Keepers, ha saputo infondere in questo lavoro la sua passione per la psicologia e la mitologia, creando un mondo dove la scelta tra vendetta e perdono non è mai banale.
Il volume ha ricevuto un’accoglienza entusiastica, superando le aspettative grazie a plot twist perfettamente orchestrati che tengono il lettore incollato fino all’ultimo, spietato cliffhanger.

2 – Fable for the End of the World. La preda dell’angelo di Ava Reid
Dopo il successo di A Study in Drowning, Ava Reid torna a scuotere il mercato editoriale con Fable for the End of the World. La preda dell’Angelo, un’opera che segna un’evoluzione audace verso una distopia dalle tinte cupe e viscerali. Edito da Il Castoro OFF, il volume si presenta come un vero oggetto del desiderio per i collezionisti: l’estetica è curatissima, caratterizzata da spettacolari fioriture sui tagli delle pagine e una palette cromatica che riflette perfettamente l’atmosfera decadente e acquatica del racconto.
Sin dalla prima pagina, la cura editoriale appare maniacale, trasportando il lettore in un mondo semisommerso dove la sopravvivenza ha un prezzo altissimo. La traduzione, affidata alla mano esperta di Paolo Maria Bonora, restituisce con precisione la prosa atmosferica e l’intensità emotiva che sono ormai il marchio di fabbrica della Reid.

La narrazione ci immerge in una realtà brutale dove il debito economico è più sacro della vita umana. Protagonista è Inesa, che gestisce con il fratello Luka un negozio di tassidermia in una città assediata dalle acque, finché non scopre di essere stata “venduta” dalla madre per ripagare un debito insolvibile.
Qui entra in gioco Melinoe, un’assassina frutto di manipolazioni neurali e fisiologiche, una predatrice letale quanto bellissima, tormentata però dai fantasmi del proprio passato. La caccia si trasforma in un gioco psicologico trasmesso in streaming a milioni di telespettatori, un format spietato che ricorda la tensione degli Hunger Games ma con una profondità emotiva molto più marcata.
Il legame che nasce tra preda e cacciatrice sfida le logiche del sistema, esplorando un sapphic romance dove l’amore diventa l’unico atto di ribellione possibile in un mondo che ha smarrito la propria bussola morale.

Sulla genesi dell’opera e sulla complessità del tema della memoria, Ava Reid ha spiegato in un’intervista rilasciata a Barnes & Noble: “Volevo esplorare cosa succede quando il trauma viene istituzionalizzato e trasformato in spettacolo. In questo libro la memoria non è solo un fardello personale, ma una valuta che il potere cerca di controllare e manipolare”.
L’autrice, già premiata per la sua capacità di decostruire i miti classici e il genere fantasy, conferma con questo lavoro la sua versatilità, ponendo domande scomode sulla responsabilità umana e sul collasso della natura. Fable for the End of the World è senza dubbio un romanzo di genere, ma è anche una riflessione potente sulla dignità dell’individuo, capace di restare impressa ben oltre la lettura dell’ultima pagina, confermando la Reid come una delle voci più originali della narrativa contemporanea.

3 – Ali e Ombre. The Hidden Society di Lou Archer
«Nessun mostro è mai davvero tale finché qualcuno non decide di amarlo, o di distruggerlo definitivamente».
È questa la tensione morale che attraversa ogni pagina di Ali e ombre, il quarto e ultimo capitolo della saga The Hidden Society firmato da Lou Archer per Il Castoro OFF. L’opera rappresenta un punto di svolta per il progetto, un esperimento editoriale coraggioso scritto a più mani – le quattro sorelle Archer – dove ognuno dei quattro volumi, pur essendo autoconclusivo, si incastra in un world-building condiviso che esplora il lato magico delle città italiane.
Dopo aver toccato Venezia, Napoli e Firenze, la narrazione approda in una Bologna gotica e sotterranea, trasformando i portici e i canali della dotta in un palcoscenico per un urban fantasy dalle tinte misteriose.

Anche questo volume è un trionfo di visual design: l’edizione tutta made in Italy non teme il confronto con i grandi bestseller d’oltreoceano, presentandosi con un overlay affascinante e sprayed edges decorati che richiamano i simboli della serie.
Una cura estetica che di certo ha favorito una ricezione ottima anche all’estero, dove il format della “Società Nascosta” è stato recepito come un efficace italian export capace di rinfrescare il genere romance attraverso una solida struttura thriller.
Al centro della vicenda troviamo Velia Matai, in fuga da una relazione tossica che l’ha svuotata, in cerca di un nuovo inizio accanto alla sorella Alba. L’incontro con Ravel, il misterioso chitarrista della band della sorella, innesca un corto circuito: il ragazzo non si mostra mai alla luce del sole e sembra collegato a una scia di omicidi rituali che insanguinano la città.
Un passaggio particolarmente intenso del testo è quello del primo vero confronto tra Velia e Ravel nei sotterranei di Bologna, dove l’attrazione magnetica si scontra con il terrore del soprannaturale: Velia deve decidere se fidarsi della propria percezione razionale o cedere a un sentimento che sfida le leggi della fisica.
La chimica tra i protagonisti è palpabile, ma è la vulnerabilità di Velia a rendere il racconto autentico, trasformando la sua rinascita personale nel vero punto di forza del libro. Le quattro autrici nella saga The Hidden Society riescono a bilanciare perfettamente l’elemento magico con temi sociali profondi, confermando la maturità della loro produzione artistica all’interno di una saga che continua a raccogliere consensi in Italia e all’estero.

In merito alla scelta di ambientare queste storie in contesti urbani reali e alla gestione del genere, le sorelle Archer hanno dichiarato ai microfoni di RaiNews: “Volevamo che la magia non fosse qualcosa di lontano, ma un elemento annidato tra i vicoli che percorriamo ogni giorno. Il romance per noi è lo strumento per esplorare la forza dei legami umani di fronte all’ignoto e alla paura di non essere accettati per ciò che siamo veramente”.
Con questo quarto volume, Lou Archer dimostra che il talento italiano nel romantasy ha ormai acquisito una caratura internazionale, grazie a una scrittura snella, moderna e priva di inutili orpelli.
«La morte aveva smesso di farmi paura.
Succede, quando prima ti prende e poi ti lascia andare.
Avrei riconosciuto il suo tocco ovunque, gelido e tagliente. Il freddo nono-stante le fiamme.
Mi aveva presa, ma in qualche modo le ero sfuggita. Ero tornata indietro.
Sana e salva, dicevano tutti, senza neanche un’ustione apparente, nella terra dei vivi.
La morte aveva smesso di farmi paura da anni. Da quella che chiamavo la notte di weirdo. Spiriti, fantasmi, tenebre e ombre. Nessun terrore, per chi come me non credeva più in niente.
Succede, quando la morte ti scava una fossa nel petto. In quel vuoto non c’è più spazio per la paura. Nemmeno Alba avrebbe potuto capirmi.
Indietro, nella terra dei vivi.
Ero tornata davvero?
Ne dubitavo spesso. Perché sì, ero sfuggita alla morte solo una volta, ma in compenso, dalla notte di weirdo, mi ostinavo a fuggire dalla mia vita, continuamente».

4 – A Language of Dragons. La scintilla della ribellione di S.F. Williamson
In un’epoca in cui il fantasy sembra aver esplorato ogni possibile variazione sul tema dei draghi, S. F. Williamson irrompe sulla scena con un debutto che ha già scalato le classifiche del New York Times: A Language of Dragons. La scintilla della ribellione. Pubblicato in Italia da Il Castoro OFF, questo romanzo rappresenta un’operazione editoriale di altissimo profilo, capace di fondere il fascino dell’accademia con l’adrenalina di una rivolta politica.
L’opera si distingue non solo per una prosa brillante e dinamica, ma anche per una cura estetica che strizza l’occhio al fandom più esigente: all’interno del volume, i lettori troveranno un esclusivo gadget, un segnalibro a fisarmonica che rappresenta una Londra in balia di draghi e fiamme. Un dettaglio lifestyle che trasforma l’oggetto-libro in un pezzo da collezione, perfetto per essere esibito sui social.

La narrazione ci trascina in una Londra del 1923 alternativa, dove i draghi dominano i cieli e la società è rigidamente divisa in classi basate sull’utilità dei cittadini. Vivien Featherswallow è una giovane ambiziosa che desidera solo una vita tranquilla e un tirocinio nello studio delle lingue draconiane. Tuttavia, quando i suoi genitori vengono arrestati per sedizione, le sue certezze crollano. Vivien si ritrova catapultata in una guerra civile, costretta a confrontarsi con una resistenza sotterranea e con l’oscura verità che si cela dietro la propaganda del governo.
Al suo fianco emerge la figura di Atlas, un personaggio magnetico la cui morale funge da catalizzatore per la crescita di Vivien, aiutandola ad aprire gli occhi e a sviluppare una consapevolezza ribelle.
Lo stile di Williamson è stato paragonato a un sapiente crossover tra l’impegno linguistico di Babel e il ritmo incalzante di Fourth Wing, mantenendo però una propria identità ben definita.
Il punto di forza del romanzo risiede nella capacità di affrontare tematiche estremamente attuali: la manipolazione dell’informazione, il potere del linguaggio come strumento di controllo e la decostruzione dei privilegi di classe. Attraverso gli occhi degli adolescenti imprigionati dal regime, l’autrice esplora quanto sia profondo il lavaggio del cervello istituzionale, un tema che risuona con forza nel nostro presente.

Sul come sia nata questa storia e sull’importanza del linguaggio, Williamson ha dichiarato in una recente intervista a NetGalley/HarperCollins UK: “Il linguaggio non è solo un mezzo di comunicazione, è il confine del nostro mondo. Scrivere di draghi attraverso la lente della traduzione mi ha permesso di esplorare come il potere possa alterare la verità stessa semplicemente cambiando le parole con cui la descriviamo”.
Il successo internazionale del romanzo risiede proprio in questo: non è solo una storia di avventura, ma una riflessione lucida sulla libertà di pensiero, confermando l’autrice come una delle nuove voci da tenere d’occhio nel panorama mondiale dello Young Adult.
Inarco un sopracciglio. «Conosci la leggenda. I draghi vigliacchi della Britannia, quelli che hanno tradito la loro specie, e che per punizione hanno perduto le scaglie e sono stati trasformati in rondini. Mio zio Thomas dice che secoli fa agli uomini che tradivano il re veniva aggiunta la parola “Swallow” al cognome, per identificarli».
«Io ho letto un racconto diverso», replica Atlas piano. «In origine le rondini erano draghi capaci di parlare tutte le lingue del mondo. Ma essere in grado di comunicare con delle moltitudini era molto gravoso, perciò chiesero a Dio di liberarli da quel peso e di renderli leggeri e spensierati. Dio li trasformò in uccelli, e diede loro una coda biforcuta come la lingua dei draghi, per rammentare loro chi erano stati.

5 – A Dark and Secret Magic. Amore e incantesimi all’ora del tè di Wallis Kinney
Il cerchio delle nostre proposte targate Il Castoro OFF si chiude con un’opera che ridefinisce il concetto di cozy fantasy: A Dark and Secret Magic. Amore e incantesimi all’ora del tè. Il debutto di Wallis Kinney, tradotto da Gloria Pastorino, è un trionfo di estetica “cottagecore” che si manifesta prima di tutto nel suo packaging straordinario.
La sovraccoperta, illustrata in toni caldi con dettagli witchy e botanici, nasconde una sorpresa: una volta rimossa, rivela una copertina rigida dal design completamente differente, più sobrio ed elegante, impreziosito da finiture che richiamano gli antichi grimori. Anche i risguardi e il taglio colore sono curati con grafiche coordinate che rendono il volume un vero must-have per chi ama il bookstagram.

La storia ruota attorno a Ecate Goodwin, per tutti Kate, una strega che ha scelto l’isolamento in un cottage nel limitare della foresta di Ipswich. La sua routine fatta di pozioni, giardinaggio e silenzi viene bruscamente interrotta da due eventi: la richiesta della sorella di ospitare il raduno di Halloween della loro congrega e il ritorno improvviso di Matthew Cypher.
Matthew non è solo un praticante di magia nera, ma è l’uomo che in passato ha tradito la fiducia di Kate, spezzandole il cuore. La struttura del romanzo gioca sapientemente sul contrasto tra l’atmosfera rassicurante delle tisane e dei rituali domestici e l’oscurità di un libro maledetto che riemerge dal passato, costringendo la protagonista a una convivenza forzata con il ragazzo, ora uomo, di cui era innamorata.

Ciò che rende questo romanzo unico è l’equilibrio tra il calore del sottogenere cozy e una trama mystery che non risparmia colpi di scena. Lo stile di Kinney è avvolgente, quasi sensoriale, capace di far percepire al lettore il profumo delle erbe officinali e la tensione elettrica della magia proibita.
In un passaggio di particolare intensità, Kate si ritrova a dover collaborare con Matthew per decifrare un’iscrizione insanguinata su un tomo antico: in quel momento, la barriera di ghiaccio che la donna ha costruito attorno a sé vacilla, rivelando che il rancore è spesso solo l’altra faccia di un legame mai interrotto.

In merito all’avvio di questa creazione letteraria, Wallis Kinney ha spiegato in un’intervista a The Nerd Daily: “Volevo scrivere una storia che fosse come un abbraccio caloroso, ma con un pizzico di pericolo. Per me la magia non è solo lanciare incantesimi, è un modo per esplorare come affrontiamo i nostri traumi e come impariamo a fidarci di nuovo degli altri dopo essere stati feriti”.
Il romanzo è stato accolto con entusiasmo dal pubblico, che ne ha lodato la capacità di trattare temi complessi come il perdono e l’autonomia femminile senza perdere leggerezza. Situandosi all’esordio della produzione dell’autrice, A Dark and Secret Magic stabilisce un nuovo standard per il genere, dimostrando che anche tra un tè e l’altro può nascondersi un segreto capace di cambiare il mondo.


