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Culture
Aldo Moro professore: i ricordi degli alunni nella docufiction con Castellitto

A poco meno di quarant’anni dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro in Via Caetani, Rai Uno trasmetterà una ricostruzione degli ultimi anni di vita del grande statista a metà tra documentario e fiction. L’appuntamento, martedì 8 in prima serata, presenta però una prospettiva originale rispetto alle numerose iniziative che stanno andando in onda perché lascia la parola agli studenti del corso di Procedura Penale che Moro teneva alla Facoltà di Scienze Politiche. L’importanza di tramandarne gli insegnamenti è emersa oggi nel corso della presentazione della docufiction nell’Aula Magna della Sapienza. Secondo il direttore generale della Rai, Mario Orfeo: “Si avverte la mancanza della lezione di Aldo Moro. Il racconto della sua vita e della tragica fine rinfresca però a noi stessi la sua memoria. In particolare indagando – e vuole essere soprattutto questo il contributo del servizio pubblico - su un aspetto meno conosciuto, quello del professore e del rapporto coi suoi studenti. E ci abbiamo messo tutti un pezzo di cuore”.  

Moro CastellittoCastellitto in 'Aldo Moro - Il Professore'
 

A interpretare Moro senza imitarlo, ma disegnandone molto bene la figura, è Sergio Castellitto, che ha dichiarato come “i ricordi degli studenti di allora, come Mainetti, finiscono per emozionare in felice combinazione con la parte narrativa che ha un carattere più informativo. È l’occasione giusta per conoscere a fondo la nostra storia, sia per i giovani qui riuniti, ma anche per noi che abbiamo vissuto quell’epoca e ne abbiamo colto solo alcuni aspetti”.

La docufiction, coproduzione Rai Fiction – Aurora Tv, per la regia di Francesco Miccichè e la consulenza storica del giornalista Giorgio Balzoni, lui stesso allievo di Moro, ripercorre anche il rapimento e l’assassinio delle Brigate Rosse attraverso il vissuto dei ragazzi di allora, sia sotto forma di ricostruzione filmica che come intervista agli ex studenti come Valter Mainetti, imprenditore ed editore del Foglio, il docente Saverio Fortuna. Ci sono anche le testimonianze di Gero Grassi e di Giuseppe Fioroni della Commissione parlamentare d’inchiesta, infine dei politici del tempo, da Emanuele Macaluso, a Guido Bodrato, a Marco Follini, a Giorgio Benvenuto. Tra gli altri, ricorda Valter Mainetti: “le lezioni di Aldo Moro appartenevano alla storia, quelle degli altri solo alla cronaca”.

Attraverso le interviste e i filmati dell’epoca, si raccontano le consuetudini e il carattere del Moro professore, ma anche le paure legate alla possibilità di attentati, infine i contrasti politici nella gestione del rapimento tra linea della fermezza e volontà di mediazione, senza tralasciare i sospetti sulle infiltrazioni di forze criminali nelle Brigate Rosse, che difficilmente hanno agito da sole.

 

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