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André Glucksmann è morto, addio al filosofo francese

André Glucksmann è morto, addio al filosofo francese
Andre Glucksmann
E’ morto in Francia André Glucksmann, filosofo e saggista francese nato nel 1937. Lo annuncia Le Monde. Era il legame tra due generazioni di intellettuali: da un lato quella di Sartre, Aron e Foucault, dall’altro quella dei “nuovi filosofi” che hanno formato un gruppo di rottura con il marxismo nel 1970

Nato a Boulogne-Billancourt il 19 giugno 1937, André Glucksmann è un filosofo e saggista francese. E’ morto nella notte tra il 9 e il 10 novembre, come annuncia il quotidiano Le Monde

Il filosofo francese, noto per il suo impegno per i diritti umani, aveva 78 anni. Ne ha dato notizia il figlio con un post su Facebook: “Il mio primo e migliore amico non c’e’ piu’”, ha scritto. “Ho avuto -prosegue il post- una incredibile opportunita’ di conoscere, ridere, discutere, viaggiare, giocare, fare tutto e nulla con un uomo buono e eccellente”.

Espressione intellettuale del maggio francese, Glucksmann aveva fatto parte con Bernard-Henri Lévy della corrente dei “nouveaux philosophes”. Alla fine degli anni Settanta insieme con Jean Paul Sartre e l’intellettuale liberale Raymond Aron fece fronte comune per il sostegno ai “boat people”, in fuga dal Vietnam comunista. L’impegno per i diritti umani, infatti, era per Glucksmann una costante a prescindere e contro le prese di posizioni ideologiche, tanto da spingerlo a lanciare un appello per il voto al candidato della destra Nicolas Sarkozy nella corsa presidenziale del 2007 ignorando la candidata socialista Segolene Royal.

Il totalitarismo in tutte le sue forme era il suo nemico, per battere il quale Glucksmann non esito’ a chiedere l’intervento armato in quelle circostanze che esigono uno schieramento militare a difesa dei piu’ deboli. Fu il caso della guerra nel Kosovo nel 1999, che lo vide invocare un attacco contro la Serbia. “Il discorso della guerra” e’ uno dei suo libri piu’ importanti, in grado di suscitare il dibattito all’interno della sinistra europea sulla giustezza o meno del ricorso alla violenza per fermare un dittatore, come nel caso di Saddam Hussein e dell’intervento in Iraq nel 2003.