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Culture
Beni culturali? Una serie di progetti mai realizzati. Il j'accuse di Ilaria Borletti

Dopo un anno di esperienza governativa, Ilaria Borletti Buitoni traccia un bilancio e una fotografia circostanziata sulla situazione dei beni culturali in Italia, analizzando lo stato dell'arte di molti dei nostri tesori e presentando le opportunità offerte (ma poco sfruttate) del patrimonio culturale del nostro Paese.

Con il pamphlet Con la cultura (non) si mangia il sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo vuole raccontare a chi ama e a chi vive in Italia tutto quello che avrebbe voluto fare, ma che non ha potuto nemmeno avviare. La sua idea di partenza? Che dalla cultura possa partire una vera svolta per il Paese basata sul concetto di valorizzazione e di paesaggio.

Gli argomenti sono stati divisi in tre categorie: la prima è relativa alle risorse che potrebbero incrementare i fondi a disposizione per la manutenzione dei beni di competenza del Mibact e la seconda include esempi di valorizzazione del patrimonio nazionale anche in termini di stimolo per un aumento della fruizione da parte del pubblico e di un crescente turismo culturale. La terza invece è dedicata al paesaggio e alla complessità normativa che dovrebbe garantirne la tutela.

Importante è ricordare la firma del ministro Bray, nel dicembre 2013, sul decreto per le nuove linee guida per i servizi aggiuntivi scaduto da anni e che porterà inevitabilmente a una totale revisione delle concessioni ad essi relative attraverso la riapertura delle gare secondo criteri nuovi ed efficaci.

L'autrice ha voluto anche raccontare dei casi specifici che possono aiutare una più rapida comprensione del tema generale e in particolare e ha indidato il risultato di due tavoli di confronto con associazioni che rappresentano interessi convergenti con quelli del Ministero per la tutela del patrimonio nazionale.

Che cosa non ha funzionato ,dunque? Per esempio il progetto "Adotta un monumento", un'idea nata per coinvolgere le comunità italiane all'estero. E' fallita perché richiedeva elaborazioni dettagliate e trasparenti sulla possibilità di ricevere contributi e donazioni da parte di privati. Un'altra cosa che non ha funzionato era il progetto di rendere più razionale ed efficace la gestione delle biglietterie, favorendo la fruizione dei beni culturali e del turismo. E' andato a monte il progetto per la via Francigena, per unire l'Italia all'Europa e sono tramontati anche i progetti relativi al web.

L'INTERVISTA - "Le carenze di risorse ormai croniche stanno distruggendo il Paese. La colpa? Della politica. La soluzione? Dare più risorse al ministero dei beni culturali. Ci vuole una nuova fiscalità a sostegno delle fondazioni private che incentivi le donazioni. Serve una visione della politica che metta il patrimonio culturale al centro di un percorso di valorizzazione di una ricchezza che già abbiamo e nessun altro paese ha".

ASCOLTA L'INTERVISTA INTEGRALE

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