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Culture
Capodimonte dopo Vermeer. Il museo tra film d'autore, concerti e performance

Otto film d'autore, in lingua originale con sottotitoli in italiano, tutti i giovedì a partire dal 2 novembre fino al 29 dicembre, tre concerti nella Sala della Culla e quattro performance in varie sale del museo nazionale di Capodimonte, fatto costruire da Carlo di Borbone a partire dal 1738. Sono questi i numeri della rassegna “Capodimonte dopo Vermeer”, finanziata con fondi del Programma operativo Campania. “Offriamo alla città una ricca programmazione culturale di altissimo valore e per questo ringrazio vivamente la Regione che sostiene questo progetto dalle forti connotazioni anche sociali”, afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger. “Mi piace sottolineare che la rassegna cinematografica è gratuita e si rivolge sia ai visitatori del Museo che ai cittadini. In particolare agli abitanti di questo quartiere dove non ci sono cinema. E’ una rassegna in cui il Cinema entra come una vera e propria Arte a Capodimonte, con film di qualità sul tema dell’Arte. Ringrazio inoltre -prosegue Bellenger- il Conservatorio di San Pietro a Majella per i concerti e gli artisti che hanno saputo interpretare i capolavori della straordinaria collezione di Capodimonte in modo così originale nelle loro performance”.

Dopo il successo dell’adozione di sessanta panchine nel Real Bosco, Il Museo punta sul binomio-Arte-Cinema per porre l’attenzione del sito e dell’auditorium come punto di riferimento per tutti. Si comincia con una storia cupa da film “noir” ante-litteram per il primo appuntamento della rassegna cinematografica: Das Cabinet des Dr. Caligari, 1919 di Robert Wiene con Conrad Veidt, Werner Krauss, Friedrich Feher, Lil Dagover. Il dottor Caligari offre alla fiera di un piccolo paese tedesco la possibilità di avere premonizioni del futuro attraverso un sonnambulo mantenuto in ipnosi e trasportato in una cassa da morto. Autori della scenografia distorta e allucinata con ombre cupe, sono Hermann Warm e i due pittori espressionisti Walter Reimann e Walter Rohrig che si ispirarono alla pittura di Ernst Ludwig Kirchner.

La rassegna cinematografica La settima arte a Capodimonte, curata da Maria Tamajo Contarini (Museo e Real Bosco di Capodimonte) e Marialuisa Firpo (Cinema Hart), celebra il rapporto tra Arte e cinema d'autore con otto film in programmazione che abbracciano i differenti generi cinematografici che hanno segnato epoche e film dalle grandi suggestioni legate all’Arte. A partire da Senso di Luchino Visconti, con espliciti riferimenti alla pittura italiana, passando per il già citato Das Cabinet des dr. Caligari film del 1919 simbolo dell’espressionismo tedesco e Barry Lyndon il capolavoro di Stanley Kubrick. Tre i film biografici: Frida (2002) di Julie Taymor dedicato alla vita di Frida Kahlo, Caravaggio (1986) di Derek Jarman, e Turner (2014) di Mike Leigh, con l’interpretazione di Timoty Spall. Un appuntamento da non perdere quello dedicato a Pier Paolo Pasolini con Mamma Roma (1962) e La ricotta (episodio del film Rogopag) del 1963. La rassegna terminerà il 28 dicembre con Loving Vincent, film in animazione (2016) di Dorota Kobiela&Hugh Welchman realizzato con 125 artisti che lo hanno interamente dipinto a mano riproducendo il tratto di Vincent Van Gogh. Ogni film sarà preceduto da una breve introduzione di personaggi del mondo della cultura per aprire una riflessione sui temi e gli artisti protagonisti.

Concerti e performance alla Reggia.

Prendono il via il 5 novembre con i Suoni dei colori del ‘700 e dell’800 con gli interpreti del Conservatorio. Il 25 novembre sarà la volta di Pizzicando il Settecento per mandolini e archi con musiche di Pergolesi, Vivaldi e Paisiello, interpretate dall'Emsemble strumentale Settecento napoletano con il mandolinista Federico Maddaluno. Infine il 21 dicembre si terrà In Nativitate Domino interpretato dall'Ensemble Vocale Giovanni Paisiello con musiche di Mozart, Pergolesi, Paisiello.

Ampiamente variegato il programma delle performance con composizioni musicali inedite, danza, teatro.

Si comincia il 17 novembre con La parabola dei ciechi. Poema per orchestra di Stefano Gargiulo nell'ambito del ciclo espositivo L’Opera si Racconta dedicato alla tela La parabola dei ciechi di Bruegel. Il giovane compositore napoletano Gargiulo ha tradotto in musica il capolavoro fiammingo di Bruegel strutturandolo in tre movimenti: Il passo (la morte); La caduta (il peccato); Lo sforzo (la fede). Il visitatore avrà modo, dunque, di vedere la pittura e, nello stesso momento, di ascoltarne la storia in musica: il pesante passo del cieco, poi la caduta vissuta come un peccato, la cecità come punizione divina per l'allontanamento dalla casa di Dio (la Chiesa sullo sfondo della tela) e, infine, la fede con note più acute rivolte al cielo come il capo dei viandanti ciechi rivolto verso l'alto; lo sforzo umano per continuare il proprio cammino verso la fede. Il 9 dicembre, invece, si terrà Il segreto dell’ombra,un'installazione coreografica di Valeria Apicella in relazione alla tela Atalanta e Ippomene (1620-1625) di Guido Reni. La performance ripropone in danza il mito di Atalanta, ninfa la cui imbattibile capacità nella corsa fu sconfitta solo da Ippomene tramite uno stratagemma ordito da Afrodite. La rassegna prosegue domenica 17 dicembre con Voci fiammingoletane, di Giovanni Meola che ne cura anche la regia con Marco Faticato. La performance è una lettura drammatizzata in napoletano, versi sciolti evocativi e sonori come solo questa lingua sa plasmare, sul ‘500 protestante e i fiamminghi, ispirata dal Mercato in Piazza di Joachim Beuckelaer. L'ultima rappresentazione in programma è prevista per il 29 dicembre con Lampi di Materia, un'azione mimico-musicale per clarinetto, percussioni e danzatrice, ideata da Rosalba Quindici che ne ha curato anche la regia e la drammaturgia, ispirandosi al Grande Cretto Nero che Alberto Burri ha esposto a Capodimonte per la prima volta nel 1978 e che diede il via all'intera sezione di arte contemporanea del museo.

Eduardo Cagnazzi

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