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Culture
Con Federicus Altamura si prepara all'appuntamento con la storia

E’ ispirata al verso del Purgatorio Li affanni la settima edizione di Federicus, la festa medievale organizzata da Fortis Murgia in programma dal prossimo 28 aprile fino al 1° maggio ad Altamura, sotto la direzione artistica di Alessandro Martello. La festa, la seconda in un triennio (la prima, le donne e li cavalier tenutasi l’anno scorso) che si concluderà nel 2019 con li agi ispirati ai versi del XIV Canto del Purgatorio, ha lo scopo di ricordare lo stretto rapporto esistente tra l’imperatore Federico II di Svevia con la città pugliese, della quale è patrono laico. All’imperatore svevo sono infatti attribuite sia la rifondazione della città, sia la costruzione della cattedrale dedicata all’Assunta, una delle quattro basiliche palatine della Puglia, con privilegi di esenzione da qualsiasi giurisdizione che non fosse quella del sovrano. “La Festa nasce dalla volontà di valorizzare la città di Altamura e del territorio dell’Alta Murgia, un paesaggio naturale unico nel suo genere -afferma il presidente di Fortis Murgia, Carlo Camicia- candidato a far parte de patrimonio Unesco. Pertanto è un evento ad alta attività mediatica, il cui brand è riconosciuto in tutto il mondo, ed è la forza che motiva diverse centinaia di volontari che hanno voglia di fare qualcosa per la propria città e che rappresentano la grande famiglia di Federicus”. Tante sono le novità di questa edizione, a cominciare dal concorso “Bianca Lancia sei tu”, il contest web che incorona Bianca Lancia, l’unica donna che Federico II abbia mai amato. Si può votare sulla pagina face book di Federicus  con un like fino al 20 aprile. La vincitrice sarà uno dei volti testimonial del corteo storico e avrà l’onore e l’onere di stare al fianco dell’imperatore, Stupor Mundi. “Quest’anno abbiamo indetto anche il concorso fotografico nazionale Scatti di Storia che porterà nei giorni della festa centinaia di fotografi, amatori e professionisti che -dichiara Camicia- con i loro click contribuiranno ad allestire una mostra fotografica fruibile per tutto il periodo estivo”. Con Federicus e l’apertura dei nuovi locali del museo nazionale dove è collocata la riproduzione dell’uomo vissuto presumibilmente più di 130mila anni fa, ritrovato nella grotta di Lamalunga, Altamura si rilancia dunque al turismo nazionale ed internazionale. Si rilancia con l’amore fino di Federicus, addentrandosi in uno dei temi più vivi del Medioevo, la società cortese come risposta laica al dominio culturale della Chiesa. Con la figura del cavaliere che incarna la nobiltà del cuore e non più le virtù militari e del sangue e con la donna che diventa simbolo di questo nuovo sistema, la fonte da cui si originano i comportamenti più alti e gentili. Federicus è la più grande manifestazione rievocativa del meridione italiano. Coinvolge diecimila cittadini di Altamura, duemila figuranti, duecento stand aperti nel centro storico rivestito di drappi medievali, conosciuta per il suo pane Dop, richiama diverse migliaia di visitatori anche dall’estero per assistere al corteo di Federico e Bianca Lancia d’Agliano, la giovane donna che contò veramente nella vita dell’imperatore al punto che Federico le dedicò una poesia della quale restano famosi solo alcuni versi, come ricorda lo studioso Renato Russo in Federico II e le quattro imperatrici: “Poi che ti piace amore/faronde mia possanza/dat’agio lo mio core/ch’io degia trovare/ch’io venga a compimento/in voi, madonna, amore…”. Lo scorso anno la kermesse registrò oltre 250mila presenze di turisti, quest’anno gli organizzatori puntano ancora più in alto per le numerose attrazioni che offre la città, tra le ultime l’esposizione dell’uomo di Neanderthal presso il locale museo nazionale e il museo diocesano inaugurato due anni fa. La festa è incentrata sulla figura dell’imperatore svevo, cui è attribuita la rifondazione della città. La leggenda narra che l’imperatore, in procinto di partire per una crociata fu bloccato nel porto di Brindisi da un’epidemia di peste scoppiata a bordo delle sue navi. Lasciati i soldati moribondi sulle colline della Murgia, al suo ritorno li ritrovò perfettamente guariti grazie anche all’aria salubre del luogo. Per sdebitarsi, provvide a riedificare Altamura, erigendo al suo centro la cattedrale Palatina. Per ripopolare più in fretta l’abitato, convogliò in esso ebrei, arabi e greci che dettero vita ai rioni della città. Oltre alla rievocazione del corteo storico, obiettivo di Fortis Murgia è la promozione di un circuito che veda collegate le città federiciane pugliesi e lucane con un pacchetto a tema per intercettare l’interesse del visitatore, conducendolo sulle tracce lasciate dall’imperatore stupor mundi in un connubio tra arte, piaceri del palato e cultura. Quello che Fortis Murgia intende trasmettere.

 

 

 

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