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Culture

Di Carmine Pacente, Responsabile del Servizio Europa della Provincia di Milano

Siamo alla vigilia di un importante cambiamento politico e istituzionale nel nostro paese. Dopo anni di dibattiti, confronti, proposte, sembra infatti vicina l'istituzione della città metropolitana anche in Italia. A partire proprio da Milano bisogna lavorare intensamente affinché dal 2014 possa finalmente completarsi il travagliato processo, già previsto in Costituzione sin dal 2001. E, in maniera lungimirante, non bisogna temere perdite di sovranità da parte di alcun soggetto coinvolto ma, al contrario, costruire insieme una leadership europea più forte per la città e il suo agglomerato urbano. Una leadership europea appunto. Milano deve guardare a Bruxelles e avere l'Europa come unico orizzonte di riferimento possibile per l'esercizio delle sue vocazioni. Milano può operare e competere solo in una dimensione comunitaria. Milano deve dispiegare tutto il suo potenziale innovativo e creativo oltre le Alpi per concorrere al rafforzamento dell'Unione europea e alla competitività del nostro sistema paese. E lo stesso discorso, mutatis mutandis, vale per Barcellona, Lione, Stoccarda, Vienna e Zagabria, per citare solo alcuni esempi.

D'altro canto abbiamo ripetuto a più riprese che molte sfide che l'Unione europea deve affrontare trovano proprio nella dimensione urbana (ovvero dell'intero agglomerato urbano) la loro sintesi più efficace.

La consapevolezza dell'importanza della realtà metropolitana in Italia e in Europa è crescente ma non è ancora sufficientemente forte, nel dibattito pubblico, l'inquadramento di tale soggetto nella dimensione comunitaria. Ed è questo il motivo per il quale abbiamo immaginato questo lavoro: per fornire il nostro punto di vista e aggiungere il nostro piccolo contributo alla riflessione.

L'obbiettivo dichiarato è quello di accendere i riflettori sul rapporto tra dimensione metropolitana e Unione Europea e, in particolare, sulla programmazione delle politiche e delle risorse, che a partire già dal prossimo settennato 20142020, saranno dedicate alle aree urbane e metropolitane. Di più, è possibile che, almeno in prospettiva, le autorità metropolitane europee possano diventare interlocutori del Berlaymont di Bruxelles e delle altre istituzioni comunitarie "al pari" delle autorità regionali? È una prospettiva sulla quale è utile almeno inter-
rogarsi se è vero che sarà lo sviluppo delle nostre città a determinare il futuro dell'Europa come sostiene la Commissione europea, sin dal documento "Cities of tomorrow: Challenges, Visions, Ways Forward".

Siamo convinti che molte sfide che l'UE ha di fronte si vincono solo puntando sul protagonismo dei territori, in una cornice di politiche e programmi comunitari coerenti, progetti e risorse europee addizionali, per la cui definizione è decisivo il protagonismo del livello metropolitano, oltre che regionale, attraverso strumenti e meccanismi da costruire.

Il lavoro che qui si conclude ha dunque provato a sintetizzare le principali novità e proposte che stanno emergendo a Bruxelles sulla politica di coesione e sulla nuova programmazione comunitaria, grazie anche alla disponibilità di funzionari della DG Regio della Commissione europea. La riflessione proposta è stata inoltre arricchita proprio dai contributi degli esperti di alcune delle maggiori realtà europee come Barcellona, Lione, Stoccarda, Vienna e Zagabria, che hanno testimoniato come, in concreto, le realtà metropolitane vivano oggi la dimensione comunitaria e quali siano le loro difficoltà, ambizioni e aspettative. Il confronto tra istituzioni comunitarie e network europei tematici di aree metropolitane ha reso più vivace e stimolante la riflessione.

Dalla crisi che oggi ci attanaglia si esce con più Europa; un'Europa più partecipata, più solidale, più sostenibile nello sviluppo. E la grandi aree metropolitane europee devono esserne protagoniste:

•    debbono ambire a rappresentare un modello di integrazione tra politiche pubbliche nazionali ed europee;
•    debbono sviluppare tre grandi priorità come lo sviluppo intelligente, l'innovazione sociale e la creazione di poli di conoscenza per valorizzare, attraverso la collaborazione a rete, scambi culturali, di tecnologie, di eccellenze innovative e di buone prassi, di progetti di successo per l'ambiente e la vivibilità urbana;
•    debbono essere poli di attrazione, luoghi dove è desiderabile vivere, avanguardie di un modello europeo di sviluppo urbano sostenibile, capace di armonizzare le esigenze della crescita con quelle dell'ambiente e della socialità. Devono essere in tre aggettivi vive, accoglienti e aperte; in una parola europee.

Oggi, per realizzare compiutamente la rivoluzione ambientale e l'innovazione sociale nei nostri paesi, nelle nostre città e nei nostri cuori, abbiamo un disperato bisogno di riprendere il sogno europeo, approfondendo la nuova strategia che lo alimenta e le politiche e gli strumenti comunitari che lo sosterranno. La città metropolitana nell'Unione europea deve essere lo strumento per fare tutto ciò, proiettandosi con coraggio nel posto che le compete e influenzando le decisioni che lì vengono assunte: in Europa, da protagonista.
 

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