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Dalla Calamita Cosmica al CIAC: Foligno polo d’arte contemporanea

La creatività di De Dominicis ha trovato casa presso l’Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, mentre gli spazi della città accolgono iniziative, progetti d’avanguardia e mostre temporanee

Dalla Calamita Cosmica al CIAC: Foligno polo d’arte contemporanea

Nel panorama culturale attuale, l’Umbria offre scenari d’avanguardia che spesso si ritrovano a dialogare con la memoria storica. In questo contesto, Foligno si è imposta con forza quale hub strategico e vivace fulcro per le arti visive del nostro tempo. Una città proiettata nel dibattito artistico internazionale, forte nel coniugare la maestosità delle sue architetture antiche con le spericolate traiettorie della ricerca contemporanea.

La Calamita Cosmica: il gigante di Gino De Dominicis

L’opera simbolo di questa vocazione è indubbiamente la Calamita Cosmica, monumentale lavoro artistico realizzato nel 1989 da Gino De Dominicis. Si tratta di una gigantesca scultura antropomorfa adagiata al suolo, lunga ben 24 metri, larga 9 e alta 4.

Di fatto, si tratta di un imponente scheletro – non del tutto umano – sdraiato sulla schiena, perfetto nella sua anatomia tranne che per un dettaglio spiazzante: un lungo becco d’uccello che sostituisce il naso umano. Tra le dita della mano destra regge un’asta dorata rivolta verso l’alto, elemento di raccordo tra microcosmo e macrocosmo, tra terra e cielo.

Dalla Calamita Cosmica al CIAC: Foligno polo d’arte contemporanea

La Calamita apre una riflessione profonda sui temi cari a De Dominicis: il tempo, l’immortalità del corpo, il mito e il superamento della gravità. Lo scheletro, vivo e al contempo immobile, evoca l’assoluto e sfida la legge dell’entropia.

Come ricordava l’artista nei suoi scritti, l’immortalità fisica del corpo – intuizione che apparteneva all’antica civiltà dei Sumeri – rappresenta l’unica vera forma di esistenza completa di contro alla finitezza della materia. L’asta puntata funziona così come uno gnomone o un’antenna di risonanza, uno strumento apotropaico carico di onde magnetiche in sintonia interplanetaria.

Realizzata originariamente nel 1989 per il Magasin di Grenoble, la Calamita Cosmica ha vissuto una vita espositiva itinerante ed enigmatica, venendo installata in contesti scenografici e prestigiosi prima di approdare a Foligno: dalla Reggia di Capodimonte a Napoli alla Mole Vanvitelliana di Ancona, da Piazzetta Duomo a Milano fino ai giardini della Reggia di Versailles, al MAC’s di Mons in Belgio e al MAXXI di Roma.

Nel 2004 l’opera è stata acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, che ne ha compreso il valore inestimabile ed è riuscita ad assicurare alla città un capolavoro di risonanza mondiale, trasformandolo in un marcatore identitario del territorio.

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L’Ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata: un contenitore d’eccezione

Per ospitare in via permanente il gigante di De Dominicis dal 2011, la Fondazione e il Comune di Foligno hanno individuato un luogo straordinario: l’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata. Disegnato nel Settecento dall’architetto Carlo Murena, questo edificio barocco rimase incompiuto e conobbe nei secoli destini disparati, venendo adibito a panificio, granaio, caserma e autorimessa della Polizia di Stato, prima di rimanere gravemente danneggiato dal sisma del 1997.

Il sapiente restauro conservativo – arricchito da una gabbia antisismica esterna – ha trasformato la chiesa nel secondo polo espositivo del CIAC (Centro Italiano Arte Contemporanea). Il dialogo che si crea tra la spazialità barocca, fatta di cupole e volumi geometrici latenti, e lo scheletro di De Dominicis dà vita a un cortocircuito visivo ed emotivo unico. Si assiste così a uno scambio osmotico tra contenitore e contenuto: il superamento della calamità sismica avviene proprio attraverso l’energia evocativa della Calamita Cosmica.

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L’enigma Gino De Dominicis

Nato ad Ancona nel 1947 e scomparso a Roma nel 1998, Gino De Dominicis è stato una delle figure più affascinanti, sfuggenti ed eccentriche dell’arte del secondo Novecento.

Autonomo rispetto alle correnti e ai gruppi d’avanguardia, rifiutava la catalogazione e la documentazione fotografica delle sue opere, non concedendo alla fotografia alcun valore testimoniale. Personaggio avvolto da un alone di mistero, celebre per la sua irreperibilità, De Dominicis fece parlare di sé in occasione della Biennale di Venezia del 1972, dove espose la controversa opera Seconda soluzione di immortalità (l’Universo è immobile), difesa poi da Eugenio Montale nel suo discorso per il Premio Nobel.

La sua ricerca artistica si è sempre collocata al di fuori del tempo storico, muovendosi tra l’ironia e la tragedia, la magia e la scienza, per riaffermare l’illimitatezza del pensiero e la potenza dell’immaginazione.

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Il CIAC e la mappa dell’arte contemporanea a Foligno

L’arrivo della Calamita Cosmica si inserisce all’interno di un progetto culturale di ampio respiro che vede nel CIAC – Centro Italiano Arte Contemporanea il suo motore principale. Situato nel centro storico di Foligno, l’edificio centrale del CIAC – un’architettura industriale e rigorosa – propone un ricco calendario di mostre temporanee dedicate ai maestri del Novecento e ai linguaggi della ricerca artistica più recente.

Accanto al circuito museale istituzionale, Foligno vive di iniziative diffuse pensate per coinvolgere la cittadinanza e il tessuto urbano. Tra queste spicca il progetto Arte da Inciampo, un perimetro creativo che punta a far emergere l’arte contemporanea nei luoghi quotidiani, stimolando cortocircuiti visivi ed esperienziali lungo le vie e tra gli spazi storici della città.

Grazie a questa sinergia tra collezioni monumentali, centri espositivi d’eccellenza e interventi urbani, Foligno si conferma una tappa imprescindibile per chiunque voglia esplorare il potere provocatorio e rivelatore della creatività oltre ogni frontiera.

Tra le opere contemporanee che si incontrano nello spazio urbano, vale la pena di menzionare le due di Theimer: Ricordo del dolore umano (Fontana delle Tartarughe), situata in Piazza Don Minzoni, e il Monumento a Giuseppe Piermarini (Ercole) in Piazza Piermarini.

Notevole, infine, il Monumento a San Francesco di Pietro Battoni in Piazza della Repubblica; a ridosso del centro storico si trova invece La chiesa di San Paolo Apostolo, progettata da Massimiliano Fuksas e Doriana Mandrelli Fuksas nel 2009.

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