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Dalle turbine agli dèi: alla Centrale Montemartini l’antico dialoga con l’industria

E’ un museo unico tra sculture, mosaici, il treno di Pio IX, motori diesel e caldaie Liberty. L’ingresso è gratuito tutto l’anno per i residenti a Roma e nella città Metropolitana

Dalle turbine agli dèi: alla Centrale Montemartini l’antico dialoga con l’industria
La Sala Macchine

In via Ostiense 106, dove un tempo ruggivano turbine e caldaie, oggi si stagliano colonne, statue e mosaici dell’antica Roma. La Centrale Montemartini è uno dei musei più originali della capitale: un esempio straordinario di archeologia industriale riconvertita in spazio espositivo, dove il linguaggio severo delle macchine del Novecento incontra la bellezza senza tempo della scultura classica.

Fondata come prima centrale elettrica pubblica di Roma e inaugurata il 30 giugno 1912 dal sindaco Ernesto Nathan, l’impianto prese il nome da Giovanni Montemartini, assessore e studioso che ne curò il progetto tecnico-finanziario. Dopo aver alimentato la modernizzazione della città per oltre cinquant’anni, la centrale fu dismessa nel 1963 e, nel 1997, rinacque come secondo polo espositivo dei Musei Capitolini.

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La Sala Caldaie con la statua della Musa Polimnia

Quando l’industria incontra l’arte classica

L’allestimento, concepito inizialmente come soluzione temporanea in attesa della ristrutturazione dei palazzi capitolini, è diventato permanente per la sua forza evocativa. Nei maestosi ambienti in stile Liberty dell’ex centrale, turbine, motori diesel e caldaie a vapore fanno da cornice a sculture, sarcofagi e mosaici emersi durante gli scavi romani tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento.

Il risultato è un “dialogo” suggestivo tra antico e moderno: da un lato la grandiosità monumentale di Roma imperiale, dall’altro la memoria di uno dei primi ambienti industriali della città. Tra i capolavori esposti spiccano le statue che decoravano il frontone del tempio di Apollo Sosiano — originali greci di manifattura attica del V secolo a.C., portati a Roma in età augustea — e il colossale acrolito della dea Fortuna Huiusce Diei proveniente da Largo Argentina.

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Una statua di Venere posizionata di fronte al condensatore Tosi del 1915

Il treno di Pio IX: tre carrozze, un’epoca

Una sala intera è dedicata a un pezzo di storia pontificia e ferroviaria: il treno di papa Pio IX, costruito nel 1859. Dopo quasi sessant’anni di esposizione a Palazzo Braschi, dal 2016 le tre carrozze sono collocate stabilmente nella ex Sala Caldaie n. 2 della Montemartini.

I visitatori possono ammirare la carrozza con la balconata da cui il papa benediva i fedeli, il vagone del trono, arredato come un lussuoso appartamento privato, la vettura-cappella consacrata, dove si celebravano le messe.

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La Sala del Treno di Pio IX

Come visitare la Centrale Montemartini

Il museo è privo di barriere architettoniche e offre percorsi tattili e mappe accessibili a tutti. Gli orari di apertura sono da martedì a domenica, dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18); è chiuso il lunedì.

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La ricostruzione del frontone del Tempio di Apollo Sosiano in Sala Macchine

Per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana l’ingresso è gratuito tutto l’anno, basta presentare un documento d’identità. I biglietti per i non residenti si acquistano online in pochi minuti; il giorno della visita guidata non serve stampare nulla: basta presentarsi 15 minuti prima dell’orario previsto.

Una visita alla Centrale Montemartini è un’esperienza da non perdere, un viaggio in cui il rombo delle macchine d’epoca accompagna il silenzio marmoreo degli dèi, in uno dei luoghi più incredibili e affascinanti di Roma.