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Culture
Dopo due secoli Eni riporta a Foligno il capolavoro di Raffaello

La mostra Eni La Madonna di Foligno di Raffaello nel suo  viaggio di ritorno da Milano ai Musei Vaticani, dopo il record a Palazzo Marino di 240 mila visitatori, fa tappa anche a Foligno. L’esposizione straordinaria sarà allestita nella Chiesa del Monastero di Sant’Anna, luogo importante e simbolico che ospitò l’opera per 217 anni prima di essere requisita dai funzionari francesi e portata a Parigi in età napoleonica.

La mostra sarà inaugurata domani e proseguirà fino al 26 gennaio grazie a Eni in collaborazione con i Musei Vaticani, il Comune e la Diocesi di Foligno. Il pubblico potrà approfondire molti aspetti non solo legati al dipinto, alla sua tecnica esecutiva, alla sua conservazione, alla straordinaria  personalità dell’artista, ma anche alla storia di quest’opera strettamente legata al territorio (ingresso libero, orari di apertura: 18 gennaio dalle 14 alle 19.30; tutti gli altri giorni dalle 9 alle 19.30.Foligno Chiesa Monastero di Sant’Anna, via dei Monasteri 24, info tel 800149617).

In concomitanza con i lavori di ristrutturazione della chiesa dell’Aracoeli a Roma, per la quale era stata realizzata su commissione del folignate Sigismondo de’ Conti, l’opera arrivò nel 1565 nel Monastero di Sant’Anna a Foligno, per volontà della badessa Anna Conti, nipote del committente.

L’iconografia del dipinto è ispirata a una storia narrata nella Legenda Aurea: nel giorno di Natale, la Vergine e il Bambino sarebbero apparsi ad Augusto, davanti al disco solare, circondati da angeli, e l’imperatore, rinunciando a farsi venerare come divinità, avrebbe riconosciuto la grandezza del Bambino e consacrato il luogo della visione alla Madonna. La Madre e suo Figlio sono rappresentati nella parte superiore della pala, al di sotto, sulla terra, partecipano alla visione San Giovanni Battista, San Francesco, il committente e San Girolamo, considerato il primo segretario pontificio. In primo piano, un putto presenta a chi guarda una tabula ansata priva di iscrizione, il cui significato ha interessato a lungo gli studiosi. Sullo sfondo sono rappresentati due fenomeni celesti che illuminano un centro abitato: un arcobaleno dai colori sfumati e un corpo infuocato che precipita su una casa. Quest’ultimo è stato interpretato come bombarda, cometa o meteorite, ma va ricondotto, con ogni probabilità, alla scampata morte di Sigismondo che fu all’origine dell’opera. Il dipinto subì una complessa operazione di trasporto del colore dalla tavola alla tela, durante la sua permanenza a Parigi in età napoleonica. Questa operazione, considerata dalle moderne tecniche di restauro fortemente invasiva, ha permesso di conservare nel tempo questo capolavoro, giunto a noi intatto nella sua cromia originale.

Una serie di vicissitudini dopo la restituzione dell’opera da parte dei francesi riportarono La Madonna di Foligno a Roma, nella città per cui era stata commissionata.

La formula  proposta nell’esposizione è quella che contraddistingue Eni: ideata nel 2008 come momento di dialogo e ascolto, ha come obiettivo primario quello di raccontare un’unica opera, offrendo possibilità di inedite chiavi di lettura. Dunque non una mostra nel senso ordinario del termine ma l’esposizione, in un luogo “speciale”, di un capolavoro, accompagnato da diversi strumenti di approfondimento con un’attenzione particolare  rivolta ai più piccoli e alle scuole.

Particolarmente in questa occasione l’evento culturale è atteso e benvenuto: era forte il desiderio della città di riavere, anche se per breve tempo, il capolavoro di Raffaello, la cui storia si è intrecciata per due secoli con il vissuto e la devozione di Foligno.Eni e i Musei Vaticani hanno dato il supporto necessario perché questo ritorno accadesse.

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